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domenica, 31 maggio 2009
Dove la metto la X?

Visto che non so bene chi votare alle europee, ho fatto questo test online per vedere dove mi situo.
Viene fuori che in Italia sto più o meno nei paraggi di Sinistra e Libertà, vedo in lontanaza il PD e c'è Rifondazione che mi scruta all'orizzonte.
In compenso ho scoperto che sarei l'elettrice ideale di uno sconosciuto (a me) partito sloveno.
Tocca cambiare paese.

Parola di ViperaVenerea alle 01:31 precise | link | commenti (5) |
cose a caso

giovedì, 28 maggio 2009
Le cirque Calder

Al Centre Pompidou abbiamo visto un film: Calder che fa il circo con le sue creature di fil di ferro e panno.
Io sono rimasta lì incantata. Visto che l'ho trovato su youtube ve lo faccio vedere, così rimanete incantati anche voi:







Il mio preferito è il mangiatore di spade, a 2:15 della seconda parte.

Parola di ViperaVenerea alle 23:22 precise | link | commenti |
video

lunedì, 25 maggio 2009
Time machine

Considerando che:
- siamo partiti da Torino che pioveva a dirotto;
- siamo arrivati a Parigi che pioveva a dirotto e faceva un freddo da congelare i passeri sui rami;
- siamo ripartiti da Parigi che soffiava il vento e urlava la bufera;
- siamo arrivati a Torino che c'erano 32 inspiegabili gradi e una parcentuale di umidità che di solito si associa a una vasca da bagno piena;
ne deduco che l'aereo ha volato non solo attraverso lo spazio, ma anche attraverso il tempo, è luglio e nessuno ha cuore di avvisarci.

Per il resto, che dire: si stava meglio là.

Parola di ViperaVenerea alle 23:42 precise | link | commenti (4) |
vipera internescional

giovedì, 14 maggio 2009
:)

Quest'anno mi perdo il Salone del Libro - e c'è pure Paolo Conte!
E mi perdo anche il radunone di Anobii proprio a due passi da casa.
E mi perdo anche il compleanno di BiblioPiccola (scusa BP!).
E, sapete?
Non me ne frega una cippa (tranne che per BP, ma tanto facciamo la festa dopo) perché
io
e il Comansardante
dopodomani
anzi domani che è l'una
prendiamo un aereo
e voliamo
a

PARIGI!

E quindi dopodomani anzi domani io sarò a spasso per il Quartiere Latino mano nella mano col Comansardante mio, e vaffanculo il Salone del Libro.
Tiè!

Parola di ViperaVenerea alle 01:14 precise | link | commenti (9) |
vipera internescional, il comansardante

mercoledì, 13 maggio 2009
Figure di guano

Oggi, al telefono col proprietario di una scuola di deltaplano (si, faccio un lavoro bizzarro).

Io: Mi dà la sua mail?
Lui: Hotelalfayankeebravoindia chiocciola...
Io: Ma tutto attaccato, così senza un punto?
Lui: ...
Io: ...
Lui: ...
Io: AAAAH! Era lo spelling!
Lui: ...
Io: Me lo ripete mica da capo?

Parola di ViperaVenerea alle 00:24 precise | link | commenti (7) |
vita da vipera

giovedì, 07 maggio 2009
Chi a vëdd Turin e nen la Venarìa, a vëdd la mare e nen la fija

Domenica siamo andati alla Reggia di Venaria.

Ci ero stata più di dieci anni fa, prima dei restauri. Si arrivava con l'autobus di linea in una piazza desolata e scrostata, ancorché imponente. La biglietteria era un tavolino piantato in mezzo alla ghiaia, davanti alla Reggia - che era scrostata e sporca come la piazza, ancorché pure lei imponente. La visita guidata era obbligatoria: non che ci fosse tanta gente, ma si veniva radunati uso pecore da un vecchietto sbrigativo, un volontario che aveva deciso di dedicare il resto della sua vita a incazzarsi per lo scempio della Venaria.
Pigliava il gruppo e lo guidava a passo di marcia fra le sale, raccontando la storia dolorosa degli abusi subiti dall'edificio che ha ispirato Versailles (cioè, la storia è questa: i francesi vengono qui, vedono la reggia e pensano figata, ne vogliamo una così!). Con marcatissimo accento sabaudo, contenendo i bòjafaus a stento, il vecchietto raccontava di come fosse stata trasformata in caserma (e mostrava i rimasugli di affresco nelle grandi sale abbandonate, con le scritte W LA FIGA incise fra i putti e gli stucchi, i controsoffitti in cemento, le plafoniere avvitate in mezzo ai muri), di come le statue fossero state rubate un po' da tutti e alcune si  potessero ammirare nello studio del Presidente della Repubblica in persona (diceva il nonnetto, non so se è vero), indicava i prati fangosi di fuori e ci chiedeva di immaginare la vastità dei giardini.
Poi portava tutti nella celebre Galleria di Diana, che in mezzo alla desolazione spiccava candida e intatta.
"Bella, neh?" diceva, "L'han fatta tutta in cartongesso, sentite qui!" e batteva il pugno sul muro, che suonava vuoto.

Ci siamo tornati, dicevo, domenica, stavolta in macchina. Caspita, è cambiato tutto: c'è la biglietteria enorme e moderna con la coda a serpente fuori, la via turistica tutta fiorita di gelaterie e yogurterie e ristoranti (che si chiamano tutti Reale, Corona, Plateau Royal), c'è l'ingresso con l'audioguida e il guardaroba. Il vecchietto non l'ho visto da nessuna parte.
L'allestimento del piano basso (cucine e così via) è affascinante, anche se dopo un po' della storia di casa Savoia uno ne ha piene le balle - per fortuna che poi c'è il piano nobile, con le stanzone immense, i resti degli affreschi restaurati, un duo che suona oboe e clavicembalo, un altro che suona Bach con la marimba, la porta che dà sui giardini grandi e bellissimi - che sotto il sole sono verdi e scintillano di luce.
Insomma, hanno fatto un lavoro stupendo.
E poi c'è ancora la Galleria di Diana, ovviamente, e non ho resistito a vedere se era ancora in cartongesso: il muro stavolta suonava pieno. Vabbe', è una ricostruzione, ma è credibile.

Poi siamo usciti, abbiamo mangiato una crèpe e pure il gelato, abbiamo guardato i turisti sentendoci turisti pure noi (a Torino non è così comune, i turisti sono sempre una novità) e siamo tornati a casa felici.
A me però mancava il vecchietto.

Parola di ViperaVenerea alle 01:57 precise | link | commenti (7) |
sotto la mole