Il blog della mia amichetta virtuale Nina (non Nina di Nina&Rita, un'omonima) compie due anni. Ricchi premi per festeggiare: Nina è un'abilissima creatrice di robine carine (ciondoli, orecchini, cornicette...) e mette in palio una della sue opere per il fortunato estratto. E come si fa, mi direte voi, pubblico avido di premi e prostrato dalla crisi, a essere il fortunato estratto?
In primo luogo serve un po' di culo, ma quello o ce l'avete o niente.
In secondo luogo, bisogna lasciare un commentino a Nina sul suo blog e incollare sul vostro, in apposito post, il bannerino sottostante:

Auguri, blogghino di Nina!
In casa abbiamo due gatti. I gatti hanno una ciotola cadauno. Ieri, avendo constatato che tali ciotole erano lerce e ingrommate di whiskas del 2005, le ho poste entrambe nel lavandino già rigurgitante di stoviglie unte. Poi ho guardato l'ora, ho detto caspiterina, sono in ritardo! e ho mollato tutto lì a fare muffa.
Al mio ritorno ho visto il lavandino vuoto e scintillante, ho mentalmente ringraziato il nobile Comansardante per aver lavato i piatti, e ho afferrato una scatoletta da dividere equamente fra le due bestie pelose, che mi fissavano con occhi inquietanti e affamati tipo Villaggio dei dannati.
Villaggio dei dannati
Appropinquandomi alla zona pranzo dei felini, mi sono accorta che era presente una sola ciotola. Ho iniziato a cercare l'altra sul lavandino. Sotto il lavandino. Sotto i mobili. Sopra i mobili. Dentro i mobili. Nel forno. Nel microonde. Nella spazzatura (carta, plastica, indifferenziata e umido). Ho aperto la finestra e ho guardato sul tetto. Sono andata in bagno, camera da letto, ripostiglio. Avrei guardato sul lampadario ma non ce l'abbiamo.
Alla fine i mici hanno dovuto fare i turni per mangiare, guardandosi in gattesco (che in cagnesco era difficile).
Il Comansardante, interrogato, afferma di aver lavato la ciotola che stava (cit.) lì in mezzo ai coglioni, e poi ha un black-out cognitivo.
Ipotesi che ci sono venute in mente:
- il Comansardante, in un attacco d'ira contro la ciotola inopportuna, l'ha fatta capriolare giù per il tetto, ed ora essa intasa la grondaia. Dopodiché ha rimosso il fatto;
- un ladro, spinto da motivazioni oscure, è entrato in casa per sottrarre un solo oggetto simbolico: la ciotola;
- c'entrano i gatti, ma non sappiamo come;
- la ciotola è stata abdotta dagli alieni, che ora stanno la stanno studiando in una stazione orbitante sita nella nebulosa di Andromeda.
Altri suggerimenti?
Allora:
la menopausa non è perché è troppo presto;
la sindrome premestruale nemmeno perché mi è appena finito il ciclo;
la primavera neppure perché piove che sembra novembre.
Posso solo addebitare a una vaga idiozia senza causa il fatto che mi sia commossa (con lacrimuccia, oh si) per questo video.
(il codice da incorporare è disabilitato, quindi vi tocca fare clic sul link)
Visto che non sono credente non dovrei festeggiare la pasqua. Siccome però mi piacciono le scampagnate, i pranzi fuori, le tavolate con gli amici, le risate e il vino, lungi da me l'idea di non festeggiare la Pasqua (e difatti festeggio pure il natale, perché mi piace un casino fare e ricevere i regali).
Per cui per me la Pasqua è la festa della bella stagione che arriva, delle giornate che si allungano, del sole che torna a splendere (e speriamo, mannaggia, che domani andiamo fuori e non ho voglia di beccare la pioggia) e degli uccellini che tornano a cinguettare, e bla bla bla.
Ed è in questo spirito - pagano, miscredente e godereccio - che vi faccio gli auguri: buona primavera!
"Ma allora le polpette si possono fare
anche senza carne!"
Minchiabbiblio, 4 Aprile 2009
Per fare le polpette di lenticchie servono: le lenticchie, degli scalogni, olive nere (denocciolate, neh?), salsa di soia, farina e panpesto.
Il libro da cui ho preso la ricetta iniziava con "Si fanno ammollare le lenticchie per giorni e giorni", ma noi facciamola corta: si prendono tre barattoli di lenticchie e si svuotano nel frullatore, magari senza l'acquetta (o poca poca). Tre barattoli se siete in tanti a cena, altrimenti solo due, o uno, insomma vedete voi.
Si frullano.
Si tritano quattro scalogni (per tre barattoli) con la mezzaluna, fini fini. Si trita anche mezzo barattolo di olive nere. Si mescolano scalogni e olive con la purea di lenticchie. Si aggiungono tre o quattro cucchiai di salsa di soia. Si mescola. Si aggiunge farina quanto basta per fare una roba solida e polpettosa. Indovinate? Si mescola.
Si fanno le polpette, si passano nel panpesto e si friggono nell'olio caldo.
Poi si mangiano con contorno di verdure.
Tutto qui.
Noi due siamo sopravvissuti, gli altri non li ho sentiti, quindi chissà.
Comunque, una si sbatte a fare la torta, la ricopre anche di panna montata, e quando la tira fuori dal frigo il commento generale è: "Ma hai usato la cazzuola?"
Ingrati e irrispettosi.
Un tale capolavoro di altissima pasticceria!
Vabbe', comunque era buona, ecco.
Stasera a cena siamo in nove e cucino io.
Domani, in prima pagina su Repubblica:
Strage ai fornelli
Biblioprecaria di Torino avvelena il compagno e sette ospiti
"Non so proprio dove ho sbagliato" ha affermato, dalla corsia del Gradenigo, la (giovane e affascinante) padrona di casa, prima di esalare l'ultimo respiro. Su di lei gravava l'omicidio involontario del compagno e dei sette ospiti, invitati a cena. Sopravvissuti i due gatti di casa: avevano schifato gli avanzi.
Edito: per ora la torta sembra una cacca di mucca, ecco perché la ricoprirò di panna. Le verdure sono in forno, ne ho fatte tipo dieci chili. Adesso inizio a preparare il secondo: polpette di lenticchie.