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giovedì, 26 giugno 2008
Sono di parte

Uno della Gialappa's, credo Carlo Taranto, è vegano. La Gialappa's guadagna dieci punti.

Parola di ViperaVenerea alle 21:23 precise | link | commenti (30) |
cose a caso

martedì, 24 giugno 2008
Come uccidere l'uovo di Pasqua: i biscottoni

Stasera, visto che fa caldo ed è da veri idioti accendere il forno, ho fatto i biscotti.
Per la precisione ho preparato i cookies, sapete, no?, quei biscottoni americani larghi e piatti e pieni zeppi di pezzi di cioccolato. Insomma, una fresca ricetta estiva. In realtà li ho fatti per liberarmi dell'uovo di pasqua che stava ancora lì a liquefarsi.
Vi insegno, nel caso anche voi aveste del cioccolato di troppo.

Oltre alle reliquie pasquali vi servono un etto di zucchero di canna e un etto di zucchero normale, un uovo, due etti e mezzo di farina, lievito, pizzichino di sale e settanta grammi di burro. La ricetta diceva anche la vanillina ma non ce l'ho, magari voi si, allora usatela.
Accendete subito il forno a 160° gradi, per rinfrescare l'ambiente. Poi lavorate il burro, che non dovrà essere freddo, con gli zuccheri e il sale e formate una palletta granellosa. Aggiungete l'uovo e mescolate fino a ottenere una palletta fanghigliosa. Se avete la vanillina è il momento di usarla. Buttate dentro lievito e farina e lavorate con le mani: avrete alla fine una palletta liscia. Aggiungete, a questo punto, il fottuto uovo di pasqua: due etti due di cioccolato amaro fatto a pezzi grossolani col coltello. Mescolate per bene.
Fate con l'impasto dei mucchietti sulla teglia, un po' distanziati perché gonfiano, e mettete in forno per il solito quarto d'ora. Impiegatelo come più vi aggrada.
I biscotti appena sfornati sono molli  molli, quindi prelevateli con delicatezza e metteteli in un piatto. Raffreddandosi induriscono.
Ora viene il difficile: bisogna aspettare l'indomani per gustarli appieno. Io personalmente ne ho mangiati un paio a scopo scientifico, giusto per verificare che non fossero velenosi, e sono sopravvissuta. Almeno fino a questo momen

Parola di ViperaVenerea alle 21:57 precise | link | commenti (6) |
ai fornelli

lunedì, 23 giugno 2008
Parole e nuvole

Che bello trasformare le parole in nuvole, no?



Lo so, lo so, è piccino e non si vede una fava, ma ci dovete cliccare sopra.

Parola di ViperaVenerea alle 20:27 precise | link | commenti (3) |
cose a caso

sabato, 21 giugno 2008
La Signora Melanzana.

Verso le sette e qualcosa stavo abbioccandomi sul divano, avvolta dall'afa (e cazzo era ora), quando la dolce vocina del Comansardante ha tubato: "Che fai, mica ti addormenti? Non mangiamo?". Così sollecitata ho alzato il culo dal sofà e ho preparato la Signora Melanzana.

Per farla serve lei, ovviamente, la melanzana di cui sopra. Che è una verdura che mi piace tanto, anche come aspetto: tutta bella turgida e soda e con le forme mollemente allungate di una odalisca stesa al sole. Con questi poetici pensieri in mente ho tirato fuori un coltellaccio e l'ho sventrata, poi ho infierito tagliandola a cubetti.
Ho versato un po' d'olio nel wok e ho schierato di fronte a me un piccolo esercito di spezie, che rendono la melanzana una Signora Melanzana. Se volete cucinare questo piatto anche voi dovete procurarvi semi di finocchio, cumino, peperoncino e soprattutto fieno greco, che dà al piatto un chè. Per procurarvelo non dovete scippare del pranzo una mucca di Patrasso, basta che andiate in un negozio di cose naturali o nell'erboristeria dove sono stata ieri, che se ha la gialappa figurati se non ha quello.
Dicevamo: ho versato l'olio nel wok e, quando ha iniziato a soffriggere, pizzichi di tutte le spezie, a muzzo. Ho fatto andare a fuoco vivace fino a che non sono imbiondite un po' e ho aggiunto la melanzana crudelmente macellata. Ho mescolato bene senza abbassare la fiamma, e quella si è succhiata in un sorso tutto l'olio. Allora ho aggiunto il sale, ho abbassato il fuoco al minimo, l'ho coperta e mi sono messa a fischiettare indifferente. L'ho lasciata lì a stufarsi per quindici minuti.
Attenzione perché la melanzana, quando si stufa, per ingannare la noia tende ad appiccicarsi alla padella, quindi bisogna ricordarsi di sollevare il coperchio ogni tanto e dare una bella girata. Questo la riporta al suo stato naturale di tedio. Poi lì sotto fa parecchio caldo e si mette a sudare l'olio che si era bevuta prima. Se è salata suda anche l'acqua e smette di incollarsi.
Dopo un quarto d'ora circa la melanzana è accaldata e annoiata, tanto vale spegnere il fuoco.
L'ho svegliata con una macinata di pepe e l'ho rinfrescata con tanto succo di limone.
Lei, tutta arzilla, mi ha chiesto se stasera si usciva a bere una birra e baccagliare.
L'ho guardata con compatimento e l'ho scodellata nei piatti.
Devo dire che a quel punto ha capito l'antifona e si è lasciata mangiare tutta: una vera Signora Melanzana, parbleu.

Parola di ViperaVenerea alle 00:05 precise | link | commenti (4) |
ai fornelli

venerdì, 20 giugno 2008
Ops, me n'è caduto uno!

Questa gente qui è parecchio matta, ma guardate che robe fa:

Parola di ViperaVenerea alle 02:25 precise | link | commenti (5) |
cose a caso

Ipomea purga

Non so se lo avete sentito dire in giro, ma ci sono i cosi di calcio, gli europei. La mansarda è diventata una cittadella del pallone e le serate sono monopolizzate dalle forze riunite del televisore a strisce, che tenta di trasmettere raiuno con scarsi risultati e il volume azzerato, e radiodue dove la Gialappa's imperversa con la cronaca delle partite. Affronto il periodo con spirito rassegnato, anzi, ci sto prendendo lentamente gusto. Ne approfitto fra l'altro per sbirciare tutti quei bei maschioni in mutande che non saranno tanto intelligenti ma compensano gli sguardi un po' beoti e l'eccesso di scatarri parabolici a favore di telecamera con un panorama di pettorali, bicipiti  e ventri scolpiti che, mi duole dirlo, ha un suo perché anche per una fine intellettuale come la sottoscritta.
Però tutta 'sta Gialappa, che ormai sento parlare più loro che il Comansardante stesso, inizia a perseguitarmi.
Per dire: oggi sono entrata in quella bella erboristeria molto molto vecchia in piazza della Consolata per comprare un modesto ettemmezzo di hennè rosso. Dentro è bella come fuori, piccola piccola, tutta in legno, con scaffali su tutte le pareti, fino al soffitto, carichi di vasoni di vetro, con le etichette scritte a mano, pieni di erbe e polveri e robe misteriose con nomi stranissimi.
Ho atteso a lungo mentre l'erborista, un uomo calvo con l'aria di chi sa, spiegava l'utilizzo alchemico di certe misteriose gocce a un ragazzo col casco da motociclista sotto il braccio. Non escludo che servissero a trasformare il piombo in oro o simili.
Nel frattempo mi guardavo intorno. Una parete intera di vasi pieni di foglie di thè, verdi nere e rossicce. Tutte le spezie del creato, coi loro bei colori polverosi, probabilmente sbarcate l'altro ieri da un brigantino pirata insieme a qualche tappeto volante e la lampada di Aladino in persona. Tre recipienti inquietanti pieni di cose scarlatte in sospensione, che potevano sembrare pomodori secchi o feti di drago, ma avevano nomi bislacchi che odoravano di latino. Fra l'altro io potevo sentire giusto l'olezzo delle lingue morte ma immagino che l'antro profumasse come la caverna di Alì Babà. Sulla stretta fascia di muro fra la sommità degli ultimi vasi e il soffitto erano inchiodati una dozzina di diplomi e di benemerenze varie. Mi alzo in punta dei piedi per cercare di leggere: su uno si cita l'Esposizione Universale di Torino e riporta la data del 1911.
Mentre il saggio erborista, del 1911 anche lui, mi misura a occhio i capelli e dosa con ponderata precisione la polvere verdina nel sacchetto di carta e mi spiega l'influsso della luna sulla tintura ("Io devo averla sempre storta perché i capelli non mi prendono mai il colore", gli spiego, lui ride e non prende sul serio il mio dramma), leggo i nomi delle erbe sui ripiani dietro al bancone. C'è la senna: in quale libro preparavano e bevevano l'infuso di senna? Non me lo ricordo. C'è l'aloe. C'è persino, toh, il peperoncino.
Pago il dovuto, saluto e vado alla porta, e vedo un vaso pieno di radici marroni secche e contorte. Sopra, modestamente scritto col dymo e appiccicato storto, il nome: GIALAPPA.
Ho resistito alla tentazione di comprare un etto pure di quella e ammanirla a cena al Comansardante per liberarmi del calcio mentre lui ne verificava in bagno le ben note proprietà lassative.

 

Parola di ViperaVenerea alle 00:39 precise | link | commenti |
vita da vipera, il comansardante

martedì, 17 giugno 2008
Microbi e cazzi miei vari.

Sono qui davanti al monitor che leggo tenendomi la testa fra le mani, gli occhi mantenuti aperti con le dita, come se stessi autoinfliggendomi la cura ludovico di arancia meccanica.
Mi sforzo di capire qualcosa di quello che leggo ma sono perlopiù frasi senza senso: le imprese che intendono esercitare l'attività... la denuncia di cui al comma 1, unitamente alla domanda di iscrizione, all'ufficio d... relative ad atti non soggetti ad omologazione, ma conseguenti a deliberazioni soggette al giudizio di omologazione...
Non ci capisco niente e mi sta venendo mal di testa. E devo solo capire come si apre un elettrauto, neh?
No, non voglio aprire un elettrauto. Devo scrivere una cosa su come si aprono gli elettrauto.

Mi sta venendo l'influenza, una deliziosa influenza estiva dovuta al delizioso clima autunnale di questi giorni. "Questi giorni" è un eufemismo. Diciamo di questo ultimo mese e mezzo. Ieri tirava vento e pioveva. Faceva un freddo porco e c'era in giro gente col cappotto. In piazza Castello una ragazzina è stata buttata nella fontana dai suoi spiritosissimi amichetti. Immagino che oggi stia deperendo per la polmonite fulminante.

Ieri ho visto le ex-colleghe di ***, tutte piene di novità e muco. Muco perché erano tutte mezze influenzate. In verità tutta una aveva l'influenza intestinale e quindi, a rigor di logica, non era piena di muco ma d'altro, però non sottilizziamo.
Novità: una si sposa, un'altra sta per partorire, due hanno trovato un altro lavoro, un'altra è stata a Praga. Io niente, via, sarà per il prossimo aperitivo.

Ieri era anche il ventennale della morte di Andrea Pazienza. Volevo scrivere un post malinconico, poi sono tornata a casa, c'era il Comansardante, ci siamo messi a guardare la fine della quarta serie di Lost e me ne sono dimenticata. Pensate se fosse ancora vivo, cosa non tirerebbe fuori dai politici che ci sono adesso.
Se non fossi al lavoro cercherei qualche immaginina bella da aggiungere all'altarino ma non è che posso farmi cotanto i cazzi miei, anche perché dò la schiena alla porta e nel mio ufficio c'è l'unica stampante del piano, per cui è un via vai di gente che mi sbircia il monitor.

Etciù! Meglio che mi sposti o vi attacco i microbi.

Edit con l'immaginina per l'altarino.


 


 

Parola di ViperaVenerea alle 11:43 precise | link | commenti (4) |
vita da vipera

venerdì, 13 giugno 2008
Ricca e famosa

Ricca: sono appena andata alla macchinetta per prendere il caffè e ho notato il cartello del fuori servizio solo dopo aver infilato i soldi. Trenta centesimi sono pur sempre trenta centesimi e non dimentichiamoci che paperone ha iniziato da lì. Ho cercato di farmeli ridare, prima minacciando verbalmente la macchina, poi premendo tutti i tasti che vedevo. Devo aver trovato un meccanismo segreto perché ha fatto un rumore da slot-machine e mi ha vomitato fuori tre euri in monetine.
Però porca troia il caffè non me lo ha dato.

Famosa: e adesso pubblicità: se cliccate qui trovate l'intervista (eheh) che mi ha fatto la gentile Raffaella Milione per il suo blog - e colgo l'occasione per ringraziarla. Se poi dopo volete l'autografo sapete dove trovarmi.

Parola di ViperaVenerea alle 09:53 precise | link | commenti (8) |
vita da vipera, walk of fame

sabato, 07 giugno 2008
Guest star

Stasera sono arrivata davanti al Pueblo con Collega Piccola, suo fratello e la sue due cugine (quindicenni, gemelle, e se a qualcuno viene in mente una celebre citazione cinematografica se la tenga per sè*), vedo Bibliopiccola e Bibliotelepata e, prima di poterle abbracciare, vedo Bibliofra all'orizzonte. Bibliofra che era a Londra, per quel che ne sapevo io.
La scena successiva prevede una corsa, un abbraccio e una serie di suoni che potevano sentire solo i cani. Mi mancava, il bastardello che in Inghilterra è diventato il sosia cattolico di George Micheal e adesso importuna le gemelline quindicenni (sconvolte tutt'e due, chissà che gli ha detto). E mi duole dirlo, anzi, qui lo dico e qui lo nego recisamente, ma mi spiace che martedì riparta.
E' stata una bella serata, peccato solo di non aver salutato Lulu prima di andare via.
Tanto, se non diluvia, ci vediamo domenica qui.

*questa, se ci state pensando ma non vi viene:
ALVY (Carrying his jacket over his shoulder) Yeah. I had the feeling that I got you at a bad moment. You know, I heard high-pitched squealing.
(They walk over to Rob's convertible and get in)

ROB (Starting the car) Twins, Max. Sixteen-year-olds. Can you imagine the mathematical possibilities?

Parola di ViperaVenerea alle 04:13 precise | link | commenti (7) |
bibliobastardi

venerdì, 06 giugno 2008
Tanti auguri blogghino, tanti auguri a teee!

Mi sono accorta, en passant, che Diavolorosso ha compiuto cinque anni.
Cinque anni di cazzate, direte.
Concordo.

Tanti auguri bloggolo!

Parola di ViperaVenerea alle 00:22 precise | link | commenti (9) |
vita da vipera

mercoledì, 04 giugno 2008
Questione del riso e stira umberto eco

Il Comansardante e Lulu oggi hanno postato, con bella sincronia, i loro referrer migliori. Io i miei non li leggo mai ma mi hanno fatto venire la curiosità. Ravanando nel mese di maggio ho trovato:

1) questione del riso e stira umberto eco
2) sciarada il piede è la minchia
3) capriglio adsl cazzo
4) dalla svezia con ingoio
5) espello dalla gola pezzettini giallastri
6) rito per togliere i vermi     
ma soprattutto 7) marco travaglio è single o sposato?  Questa è Collega Piccola di sicuro.
      

Parola di ViperaVenerea alle 00:01 precise | link | commenti (5) |
cose a caso

lunedì, 02 giugno 2008
Here comes the sun, speruma! [Muxtape di giugno]

Il signor John Muxtape, quello che di notte si mette a registrare le nostre cassette e le archivia per benino, si vede che ha infilato la mia nel suo vetusto ma sempre efficiente registratore a pile, l'ha ascoltata, ha pensato bella merda e me l'ha cancellata. Ma io non desisto e ci riprovo: ecco qui il muxtape di giugno. Stavolta ci ho messo anche qualche canzone allegra per aiutare il sole a uscire di nuovo fuori, fosse mai che fa il timido e si sente poco desiderato.

Parola di ViperaVenerea alle 01:22 precise | link | commenti (5) |
muxtape