Riassunto di una settimana a casa dal lavoro:
- Abbiamo acquistato, il Comansardante ed io, un sacco di roba per la casa. Adesso sembra Versailles: abbiamo un nuovo spazzolino per il cesso, una nuova tavoletta del water, una caraffa di vetro, ben quattro piatti da dessert e un copridivano con gli omini che ballano. Soprattutto mi piace lo spazzolino del cesso, dà un tono all'ambiente.
- Abbiamo assistito alla performance di Cravan. L'evento non è stato pubblicizzato come meritava, e difatti il Comansardante e la sottoscritta, e una ventina di bottiglie di birra vuote, costituivano il 100% del pubblico in sala. Comunque è stato divertente e Arthur è bravo, anche se lo dico da profana. Io la musica elettronica non la capisco mica tanto. E' stato divertente anche stare a parlare e bere con Cravan fino alle quattro del mattino, e portarlo a spasso per Torino il giorno dopo. Abbiamo portato il pranzo al Comansardante e poi bighellonato per il centro. Siamo anche entrati nel negozio più fighetto della città, dove un commesso con i capelli platino, gli occhi bistrati e lo smalto argentato sulle unghie ha quasi venduto a Cravan un orologio da polso che faceva chicchirichì. Cravan, torna presto!
- Siamo andati alla cena di compleanno di Bibliotopa che ha fatto la pizza. Poi abbiamo giocato maschi contro donne a Trivial Pursuit e le donne, devo dirlo? hanno stravinto sui maschietti. Toh. E senza barare! Dopo, svaccati sui divani, abbiamo giocato a Indovina chi? con domande tipo: "Secondo voi tromba?"
"Lavora in ufficio?"
"E' sposato?"
"Molesterebbe un bambino?"
"Si droga?"
Indovina chi? offre un sacco di intepretazioni perverse, dietro quelle faccine di cartone c'è un mondo inquietante. Per esempio, Anne è single, è depressa e secondo me si è fatta sbattere nel bagno di un locale ambiguo da Alex, che di sicuro ha dei precedenti e sniffa. Avete visto che faccia ha?
Domani sera Arthur Cravan in carne, ossa e peli viene a suonare a Torino, in questo locale qui.
Chiunque passi in zona è invitato a partecipare all'evento.
Il povero Cravan si fermerà a dormire sul nostro divano. Io l'ho avvertito, Arthur portati le lenzuola, lui dice che non ce n'è bisogno.
Ahimè, verrà divorato nottetempo da un acaro mannaro e di lui resterà solo un femore.
Lunedì sera si festeggiavano i ventisette anni e una settimana del Comansardante: cena fuori, tavolata rumorosa, orecchiette e vino. Martedì mattina al risveglio stavo uno schifo e lo attribuivo alla cena pesante e troppo alcolica. Alle sette di sera stavo sempre più uno schifo e ho capito che o nelle orecchiette c'era il veleno per i topi o avevo l'influenza.
Quindi negli ultimi tre giorni ho dormito circa diciotto ore su ventiquattro, e per il resto ho ascoltato i beatles e parlato al telefono con mia madre, che mi ha chiamato ogni tre ore circa. Mia madre ha un atteggiamento equanime, di fronte alle malattie: le tratta tutte come se fossero gravissime e possibilmente letali.
E' anche venuta a fare un blitz, carica di arance, spinaci bolliti e mele, che voleva assolutamente cuocere. Per lei quando hai l'influenza la mela o la mangi cotta o non la mangi.
Fra le altre cose ha portato anche uno sciroppo per la tosse. Mi aveva chiesto: "Ti serve qualcosa?" e io le avevo risposto: "Uno sciroppo per la tosse, non il fluimucil che sono allergica", e lei arriva e mi piazza davanti una cosa che si chiama Sciroppo di lumache.
Questo qui.
Mi oppongo all'idea di prendere una cosa del genere.
Mia madre si incaponisce dicendo che ci scrivono sopra "sciroppo di lumache" tanto così, per farsi pubblicità (e in effetti, vuoi mettere come lo rendono invitante?), ma dentro ci sono mica le lumache, c'è qualcos'altro. Le leggo l'etichetta: ESTRATTO DI LUMACHE 5,15 gr.
"E vabbe' ", dice lei filosofica "per qualche lumaca".
"Mamma, sono vegetariana, non le mangio le lumache"
Alla fine capisce che tanto non c'è verso. Sono troppo vecchia perché possa turarmi il naso e ficcarmi in bocca il cucchiaio come quando ero bambina e non volevo la medicina, per cui si rassegna e ficca la schifezza in borsa.
Ma non si arrende, no no.
Arrivata a casa, mi telefona.
"Sai, ho parlato con tua sorella dello sciroppo", mi fa (mia sorella è un'infermiera e quindi l'autorità assoluta domestica in fatto di Cose di Scienza)
"Secondo lei lo sciroppo non è fatto con le lumache, solo con la bava"
Perfetto, ma', mi hai convinta.
Sabato sera sono andata a vedere Sesso con Luttazzi a teatro. Amo Luttazzi e anche il sesso non mi disgusta, per cui lo spettacolo è stato perfettamente soddisfacente e mi ha fornito un sacco di suggerimenti su come rinvigorire la mia vita amorosa, per esempio infilando alla dolce metà un criceto vivo in culo.
Siccome era tardi e i negozi di criceti erano chiusi, il Comansardante, Collega Piccola e me medesima ci siamo recati nella pizzeria di fronte al teatro, un posto molto chic con pareti bianche, tavoli bianchi e camerieri bianchi.
In mezzo a tutto quel candore, al tavolo accanto, spiccava seduto e aureolato di gloria civica nientepopodimenoché Marco Travaglio.
Ora, voi non lo sapete, ma Collega Piccola ha una cotta da paura per quest'uomo. Non entrerò in dettagli sordidi, ma ella lo ama. Immaginate quindi la scena.
Io mi siedo, mi guardo intorno e lo vedo.
Dico a Collega Piccola, seduta di fronte a me: "Ma sai che c'è Travaglio all'altro tavolo?"
CP: "Dai, non dire cazzate!"
Io: "Giuro!"
CP: "Seeeh!"
Io: "O è lui o è uno che ci somiglia. Dai, cambiamo di posto, avanti, dai!"
Costretta, CP si siede al posto mio con l'aria di cristiana sopportazione di chi si aspetta un qualche scherzo, tipo trovarsi di fronte un trichecone calvo che mangia a bocca aperta.
E invece si trova di fronte proprio Travaglio. Che mangia a bocca aperta.
Per tutta la cena la invitiamo a farsi avanti, andare lì e dirgli: "Signor Travaglio, io la ammiro tanto e ho un criceto tutto per lei", ma nulla, lei si limita a diventare sempre più cremisi e giocare con la pizza.
Aggiungo che, giunti alla cassa contemporaneamente a lui e ai suoi commensali, ci passa davanti pure Luttazzi in persona. E qui la figura la fa il Comansardante, che lo guarda e dice: "Ma è Lutta-" e poi si blocca autocensurandosi di fronte alla sconvenienza di finire la frase in faccia all'interessato.
Bei momenti.