Gironzolavo per i blog, così, natalizia, gonfia di cibo come un pitone che ha ingoiato un pitone che ha ingoiato un bue (di tofu) che ha ingoiato un'anguria, quando mi sono imbattuta in questa cosa sul blog di Artemisia.
E siccome nella vita i regali non bastano mai...
mi lasciate un pacchettino sotto l'albero?
Non è mai troppo tardi!
L'altro giorno stavo ritagliando le decorazioni di Natale con collega Vegana.
C.V.: - Questa coi Re Magi la usiamo?
Io: - No! Vuoi mica che sembri una festa religiosa?
C.V.: - Non sia mai!
...a chi lavora pure oggi (io no, tiè),
...a chi lavorerebbe volentieri pure oggi ma non ha un lavoro e quindi sta a casa,
...a chi ci crede,
...a chi non ci crede,
...a chi odia il cenone coi parenti,
...a chi ama il cenone e sopporta i parenti,
...a chi ama i parenti e non sopporta il cenone (categoria improbabile),
...a chi non ha parenti e non ha cenone da odiare e magari li vorrebbe,
...a chi stanotte aprirà i pacchettini,
...a chi non resiste e li apre prima,
...e persino a chi va a messa a mezzanotte
buon Natale!
In merito al post di prima, che linko per chi leggerà nei secoli a venire, Bostoniano propone Magavtelanata (trad. per i non sabaudi: ma togliti il turacciolo, ossia "fatti furbo").
Io, pensando alla clientela media di questi trendyyyyssimi localini, rilancio con Merdamuntascagn, ossia merda che sale lo scalino. Ossia, arrampicatore sociale di infimo livello, arricchito, parvenu.
Proponete, gente, proponete.
Edito: Pois mi ricorda il coffee shop piemontese Fuma parej, che è genialissimo.
Lasottoscritta sogna da tempo di aprire il BarBisa.
L'altra sera eravamo lì a sbevazzare con Bibliopiccola e il Verbo e riflettevamo che a Torino hanno aperto lo Scapadacà e il Parlapà. Visto che i locali denominati con un modo di dire piemontese tirano, abbiamo pensato di aprire il Bòjafaus, o in alternativa il Giudampestà, o meglio ancora il Diucrin.
Non devo tradurvele, vero?
Mamma: - Novità?
Io: - No, niente di speciale...ci siamo sentite due ore fa, da allora ho giusto fatto cena. E voi?
M.: - Nooo, niente, oggi ho stirato, poi ho cucito un po', poi ho pulito...[a parte urlato con mio padre che le dice che sta andando a letto. Urlato nelle mie orecchie]... scusa neh?, era papà che mi ha detto che va a dormire ma io non ci vado e lui mi ha chiesto se...
Io: - Si, mamma, ho sentito.
M.: - E tu, novità?
Io: - Negli ultimi trenta secondi no, niente di eclatante.
M.: - E hai mangiato?
Io: - Come ti ho detto, si.
M.: - E hai ancora la febbre? [nel pomeriggio avevo la febbre. Poi sono uscita, ho preso freddo e lei è passata. Ma vaffanculo. N.d.V.]
Io: - Purtroppo no.
M.: - Come purtroppo? Vorrai mica avere la febbre a Natale?
Io: - Si.
M.: - Ma come si? Counque se domani stai male non andare a lavorare, mi raccomando, e poi telefonami subito che io arrivo, neh?, dovessi avere bisogno di qualunque cosa, tu chiama neh? vuoi che ti chiami domani mattina?
Io: - No, mamma, sto ben...
M.: - Mi raccomando neh?, dovessi stare male chiama, neh?, e prendi la Tachipirina, e mi raccomando copriti...
Io: - SE MUOIO TI AVVISO, VA BENE?
M.: - Non fare tanto la spiritosa con me, neh? Io mi preoccupo e tu, invece di farmi stare un po' tranquilla...Comunque, novità? Ma hai mangiato?
[ad libitum]
Uno dei ragazzini della biblioteca, il tredicenne Occhiblu, ha una rock-band (sic) e di conseguenza si è aperto un blog, sul quale ci sono alcune bellissime foto, fra cui una di lui col mocio vileda in testa.
"Bella foto, complimenti", gli dico oggi, e lui "Eh, vabbe', eravamo a fine serata...". Non oso pensare cosa fanno i tredicenni di adesso per ridursi così a fine serata. Io a tredici anni ero ingenua, ancora presa dai miei giochi infantili coi puffi che stupravano le barbie.
Comunque da quando ha il blog mi dà il tormento perché vuole l'indirizzo del mio. Io spero tanto che non venga a scoprirlo perché sarebbe difficile, dopo, mantenere una parvenza di autorevolezza nei suoi confronti.
Ma nel caso fosse: ciao Occhiblu, e vacci piano col mocio.
A proposito di Harold, vi avevo già fatto vedere quanto è bello?
Oggi siamo andati a fare spesucce natalizie all'Ikea. Fra le altre cose, abbiamo comprato una palla pelosa per i gatti.
Quando gliel'abbiamo lanciata, Molly è corsa ad inseguirla.
Harold invece si è immalinconito: dice che una volta lui ne aveva addirittura due, pelose uguali, solo più piccole.
Tre giorni a casa dal lavoro, ma, fra cene fuori, cene in casa, sciòpping natalizio, sono più stanca di prima.
La ricettina di oggi è: pane fagioli e radicchio.
Si fa così. Bisogna prendere una scatola di fagioli e svuotarla nel bicchiere graduato, insieme a un cucchiaio di crema di sesamo (tahin), peperoncino, un po' di sale e una pisciatona d'olio. Si frulla tutto fino a che non viene una bella crema liscia e si lascia lì dov'è.
Si prende una manciatona di foglie di radicchio e la si taglia a strisce.
Si accende il forno e si mettono a scaldare delle fette di pane a cassetta su una teglia.
Nel frattempo si mette in padella un po' d'olio, uno scalogno tagliato fine e il radicchio a strisce e si fa cuocere fino a che il tutto non è molliccio e viscido e fa un po' schifo. Si aggiungono sale e pepe e ci si dedica al pane.
Si toglie il pane dal forno. E' nero e fuma? Speriamo di no. Si spalma con un bello strato spesso di crema di fagioli e poi si copre ogni fetta col radicchio cotto.
Infine si rimette in forno per un po'.
Non pare ma è buono.
Ieri, sabato sera, si esce e si va sbevazzare in giro.
Il Comansardante è al bancone a ordinare quando vengo avvicinata da uno sconosciuto. Lo sconosciuto sfodera tutte le sue arti seduttive, dal "Mi sembra di averti già vista da qualche parte" al "Tu hai l'aria di una persona estremamente sensibile". Io rispondo gentile a tutto (ho la gentilezza incorporata e non posso farci nulla) e intanto occhieggio, al di sopra delle spalle del seduttore, la mia dolce metà che aspetta al bancone e intanto mi occhieggia a sua volta. Quando arriva coi bicchieri esclamo un "Grazie, AMORE!" molto sentito e molto allusivo e me ne vado lasciando il seduttore a parlare da solo (la gentilezza ha un limite).
Comansardante: "Carino il tipo. Da dietro sembrava quello di Alta fedeltà (il film)"
Io: "Da davanti sembrava il Gollum"
Finché vengo abbordata dai gollum, il Comansardante non ha di che essere geloso, temo.
Ieri sera sono arrivata davanti allo sportello del Bancomat.
Ho estratto il porta documenti dalla borsa.
Ho infilato il tesserino nella fessura.
Non entrava.
Mi sono incazzata.
Bancomat di merda. Tutto congiura contro di me. Ecco, gli oggetti si ribellano al mio volere, ma vaffanculo.
Ci ho messo un paio di minuti a realizzare quello che stavo cercando di spingere nella fessura era l'abbonamento del treno.
Ho bisogno di un'altra vacanza, e in fretta.