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L'ho finito.
E l'ho ricominciato da capo.
Vi racconto il finale?

Ieri, anzi oggi, anzi stanotte, dopo una breve ma non incruenta battaglia, Collega Alta, Collega Piccola ed io siamo riuscite a mettere le mani su tre copie nuove e lustre di Harry Potter and the Deathly Hallows. Era mezzanotte in Inghilterra, qui era l'una. La libreria afosa era popolata di una discreta folla, tutti adulti, molti anche di mezz'età. Per dire, che siamo mica solo noi le folli.
Arrivata a casa alle due non ho potuto evitare di leggere - faticosamente - almeno il primo capitolo - già denso - e si sono fatte le tre abbondanti. Ora ho le occhiaie profonde tipo fossa delle Marianne e un mal di testa fastidioso. Sto tramando nell'ombra per non dover uscire, stasera, e passare la notte immersa nella lettura.
Inutile dire che, da adesso e fino all'ultima riga, non aprirò un giornale o accenderò la tele o mi collegherò alla rete se non in caso di scoppio di un conflitto atomico. Quindi, se mi vedete un po' (più) assente, è per questo: legittima difesa contro gli spoileratori oscuri.
Mia madre, classe millenovecentotrentasette, ieri mattina è andata dal dottore della mutua per farsi scrivere una ricetta portando con sè Il principe mezzosangue, le ultime cento pagine ancora da leggere. Vuoi per gli accadimenti specifici della storia, vuoi perché ha il cuoricino di burro, all'ultima pagina a mia mamma sono venuti i lucciconi. Le altre persone nella sala d'aspetto hanno pensato che avesse un male molto grave, lei un po' si vergognava di piangere per harrypotter e non ha negato. Le ho raccontato che a me è successa la stessa cosa, magone e figura di merda compresi, e un po' si è rincuorata.
(scrivo un post che parla d'altro per non dire quanto mi ruga di non essere stata presente alla grande bagarre fiorentina della Profe. Profe, mi giustifico!)