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venerdì, 22 giugno 2007
Dipendente e criminale.

Sono caduta nel tunnel. E' terribile.
Non me ne sono accorta subito. Pensavo di poter smettere quando volevo. Chissà, forse qualcuno c'è riuscito.
Sto parlando della dipendenza che ho sviluppato per la droga letteraria del decennio, il fottuto maghetto, Harry Potter.

Ho letto il primo tutta prevenuta, col nasino arricciato, convinta di trovarmi di fronte a chissà che robetta furbetta, e be', alla fine me li sono letti tutti e sei in un fiato, passando le notti con la faccia fra le pagine, senza riuscire a dormire prima di sapere il seguito. Cazzo, non mi capitava da quando ero piccola. Notti insonni e al mattino leggere a colazione, continuare in tram, riprendere in treno, e soffrire di astinenza durante il giorno circondata da ragazzini che guardano ossessivamente i film della serie (per fortuna almeno quelli non mi piacciono)
Sto rileggendo tutta la saga da capo e odio ferocemente il bambino che si è preso L'Ordine della Fenice ed è in ritardo nella consegna di ben quattro giorni. Detesto ancor di più quella ragazzina (altrimenti adorabile) che lo ha prenotato subito dopo. Spero che mia madre finisca di leggere in fretta la sua copia, così me lo rende e io posso restituirlo, dopo averlo riletto, alla collega che me lo prestò all'inizio di questa catena di dipendenze. I primi tre volumi me li diede uno alla volta, poi, martellata dalle mie richieste da tossica e i miei messaggi nel cuore della notte ("Ricordati del libro domani, per favore per favore, grazie buonanotte e ricordati, eh?"), mi mollò in braccio gli altri tre in blocco. Credo che la faranno santa o qualcosa di simile. Io temo di essere insopportabile.

Comunque fra un po' esce Harry Potter and the Deathly Hollows e noi abbiamo un piano fenomenale per leggerlo appena esce e aggratis.
Io ve lo dico, ma non raccontatelo in giro.
Abbiamo intenzione di mettere il libro nei desiderata della biblioteca direttamente nell' edizione inglese, a luglio. E' un acquisto perfettamente sensato e logico: è un caso raro ma prezioso in cui si può propinare un po' di inglese in giro ad adulti e bambini senza che loro si lamentino.
A questo punto scatta la parte criminale: intendiamo rapire il volume. La prima che ci metterà sopra le mani se lo presterà, veloce come un fulmine, prima che qualsiasi utente possa anche solo sentirne l'odore. Poi lo leggerà vocabolario alla mano (in treno sarà dura, ma si troverà una soluzione) e infine lo passerà all'altra. Dopodichè il libro, provato ma illeso, verrà rilasciato e buttato in pasto alla folla.
Ora entra in gioco l'interesse personale: la copia è una e noi siamo due. Qui è una questione di culo, ma ho delle probabilità di mettere le mani sul libro appena esce dalle mani dei catalogatori, che in questo caso ovviamente hanno lo ius primae noctis. Intanto, i libri sono nella mia sezione, e poi ho una delle porte delle scale di servizio proprio sott'occhio e posso intercettare il carrellino con i nuovi arrivi.
Lei ha dalla sua il fatto che è uno dei boss della sala adulti e in più cataloga. Poi è la più alta e quindi ha la vista periscopica.

Comunque vada ho deciso: se il piano funziona il libro lo lascio alla mia collega. In fondo lei non vede i suoi sei da tanto tempo. E chissà quando li rivedrà.

E poi, appena riesco a leggerlo, vi racconto il finale con delle mail fasulle.
Tipo:

Ogg. Enlarge your penis .

    Harry muore. Hermione incinta di Hagrid.

Tiè.

Parola di ViperaVenerea alle 00:02 precise | link | commenti (26) |
recensioni, bibliocazzate, vita da vipera

mercoledì, 20 giugno 2007
Una lacuna sociale gravissima

Stasera il nostro solito regionale era in ritardo di 45 minuti in crescita, così in quattro abbiamo deciso di scialacquare 4.20 euro partoriti con sudore e prendere l'Intercity. Visto che la faccenda si ripete spesso abbiamo elaborato teorie sui controllori, basate su fattori anagrafici e di genere. Gli anziani si lasciano intenerire e si dimenticano di passare a fare il biglietto, i giovani sono più ferrei. Le donne sono le più ligie.
Il controllore di stasera è maschio (bene), giovane (male), con la barba (mah). Viene fuori che costui ha il cuore di pietra: il nostro racconto di ritardi epici e orari disumani, partenze all'alba col gelo e ritorni a notte fonda con la tormenta non lo commuovono manco per il cazzo. Ci fa sganciare il grano e sottolinea pure che un euro in più è dovuto per la prenotazione obbligatoria.
"Certo, se l'aveste fatto in biglietteria sarebbe costato meno"
"Era chiusa"
"Lo so" fa lui, condiscendente "per questo non vi faccio la multa".
Tua madre, la multa.
Comunque ha il buon senso di farci restare in prima dove ci siamo indecorosamente accampate con borse borsoni libri e sportine di cibo.
Mi faccio anche una discreta figura di merda, in quanto il tizio arriva mentre sto mangiando cena, ossia una banana. Detta banana è assai matura, e il pezzo finale schizza sua sponte fuori dalla buccia tutto intiero a sorpresa proprio mentre cerco il portafogli. Cerco di acchiapparlo al volo con un morso e porgo al controllore i miei cinque euro con mezza banana che mi sbuca fra le labbra. Uno spettacolo delizioso.

Ma comunque, non è di questo che volevo parlarvi. Siamo dunque in Intercity plus, prima classe, che per un pendolare è come dire un mezzo Eden. Ci spaparanziamo nelle nostre ampie poltrone e questo clima di lusso sperperoso ci rende ciarliere. Parliamo allegramente della rava e della fava e ci facciamo delle gran risate quando esce fuori il Discorso che io più temo: i cartoni animati degli anni Ottanta.

Ora devo farvi una confessione che getterà un'ombra ambigua sul mio passato: io non guardavo i cartoni animati. Facevo sicuramente altre cose, anche se non ricordo bene quali. I cartoni mi annoiavano rapidamente e comunque la televisione a casa mia si accendeva poco. Vedevo giusto l'Ape Maia, Bia, Goldrake, Mazinga. Di Candy Candy avevo il libro, letto fino alla consunzione, ma in tv non lo guardavo.
Crescendo mi sono accorta che questa è una lacuna sociale gravissima. I miei genitori avrebbero dovuto costringermi con la forza a sorbirmi ore e ore di robot e eroine coi capelli blu anzichè permettermi di perdere tempo con libri e macchinine.
Quando un gruppo eterogeneo di persone inizia a parlare di cartoni dell'infanzia io divento improvvisamente muta. E' imbarazzante. Tutti ricordano migliaia di cartoni. Io quattro.
Iniziano a parlare di bambini giapponesi orfani col cane parlante e un robot in cantina che fa le scorregge atomiche e io navigo nel nulla.
"Ma come, non te lo ricordi Piciutron? C'era quel ragazzino, Akura, e poi, aspetta, come si chiamava già il ninja daltonico che pilotava l'astronave?"
"Ma cosa cazzo ne so io del ninja daltonico!" mi vien da dire, e invece mi limito a borbottare "Non lo vedevo", a capo chino. Vergognandomi e facendo la figura della snob.

Stasera, a un certo punto, ho aperto Agura Trat di Dahl e me lo sono letto tutto.
Quando ho chiuso il libro eravamo a dieci minuti dall'arrivo  Le mie college stavano parlando di un cartone coi panda che si ammucchiavano e si trasformavano in un robot, o un carro attrezzi, non ho capito bene.
Ho sospirato. E dire che sono gente seria, vanno ai balletti, si fanno mica le canne come me.

Vi prego, ditemi che non sono sola. Ditemi che c'è qualcuno che come me basisce quando gli parlano di Tsatsuke o Holly e Benji (alla fine uno si impara anche i nomi, per osmosi).

Grazie.

Parola di ViperaVenerea alle 00:47 precise | link | commenti (16) |
in treno, vita da vipera

domenica, 17 giugno 2007
Domenica vegana

Sto per andare al Vegfestival di Grugliasco ad aiutare collega vegana allo stand dei bambini. Non ci eravamo messe bene d'accordo sull'ora ma sospetto mi volesse lì dall'alba. Oh be'. Sono rimasta addormentata.
Nel caso qualcuno passasse di lì nel pomeriggio e mi volesse salutare, sono quella sepolta da bambini urlanti.

Parola di ViperaVenerea alle 12:15 precise | link | commenti (4) |
vita da vipera

giovedì, 07 giugno 2007
Lamentazione

Uno dice: approfitto di dieci minuti di quiete per sparare due cazzate sul blog. Uno dice.
E invece niente. Mica per altro, ma non so cosa raccontarvi. Che vi dico?

Ieri ho insegnato a una bambina di due anni a darmi il cinque ed è stato l'apice della giornata.
Oggi, come ieri e ieri l'altro e il giorno prima ancora, piove che dio(fa) la manda.
Dormo quattro ore a notte e ho sonno.
Complici i turni di merda suoi e gli orari di guano miei, non vedo il Comansardante da due giorni: o dormo io o dorme lui. Raramente riusciamo a incrociare i nostri ritmi biologici ormai divergenti.
Fa un freddo suino e stamattina sono uscita col maglione.
Ho il torcicollo fisso uso avvoltoio sulla spalla a causa delle pennichelle in treno.

In più Collega Alta, quell'impunita, ha deciso di regalarmi al miglior offerente.
- Però non ne trovo! - aggiunge lei dopo aver letto quest'ultima frase.

Parola di ViperaVenerea alle 13:10 precise | link | commenti (15) |
vita da vipera

martedì, 05 giugno 2007
Mi giustifico!

Oggi è uscito il libro della Profe e io non sono neanche potuta andare in libreria. Mondo cane.

FORZA PROFE!

Parola di ViperaVenerea alle 22:38 precise | link | commenti (16) |
vipera and friends

lunedì, 04 giugno 2007
Follia felina

Il sabato doveva iniziare col comansardante che arriva dal lavoro alle 6.30 e si infila sotto le coperte ancora con l'umido di fuori sulla pelle. Dose massiccia di coccole fra me insonnolita e lui assonnato, atte ad indurre un buon riposo a lui e un buon riaddormentamento a me. Nanna abbracciati fino a tardi.
La realtà: vengo svegliata bruscamente da un Comansardante molto turbato. Uno, Molly ha portato a casa il solito uccellino che è morto sanguinante fra le mani del povero Pois. Due, la suddetta Molly è impazzita e sta soffiando contro un Harold perplesso ma non troppo turbato. La nostra piccola pelouchina grigia, che non ha mai arruffato il pelo da foca in tutti i suoi quindici mesi di vita, si è trasformata nella figlia di satana tutto a un tratto. Soffia e ringhia, con gli occhi a fessura, le orecchie schiacciate, il pelo irto. Si muove basa e tesa per la casa, soffiando a Harold ogni volta che si avvicina. Noi, perplitti anzichenò, tentiamo approcci empirici a una soluzione pacifica della faccenda, che vanno da un tentativo di mediazione pacato fatto di bassi richiami alla calma a un tentativo casalingo di esorcismo della bestia via lavaggio dei pavimenti (magari cancella qualche odore strano) e ciabattate. Nulla. Alla fine pensiamo vaffanculo, se la vedano loro e ci addormentiamo. Al risveglio i due esseri incomprensibili che sventuratamente ci siamo presi a carico, accidenti a noi, stanno ronfando pelo a pelo ai piedi del letto, perfettamente riconciliati.
La possessione si ripresenta a intervalli durante il giorno, sempre con esordio improvviso: Molly beata fa la fusa sul divano, vede Harold che dorme su una sedia e di colpo comicia a soffiargli come una pazza.
Poi, dopo svariati, ringhiosi minuti sembra riconoscerlo, lo annusa e si danno il cinque.
Mi sa che Molly è diventata adolescente.

Parola di ViperaVenerea alle 01:18 precise | link | commenti (10) |
bestie pelose