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giovedì, 26 aprile 2007
Libri e ormoni

Mi sono svegliata in tempo. O meglio: mi sono svegliata ogni trenta minuti circa, pensando oddio saranno le sette e non ho sentito la sveglia, poi arrancavo al tatto alla ricerca del cellulare, lo guardavo ed erano le tre di notte. L'ultima volta, alle 4.30 circa, mi è caduto per terra e si è aperto, così mi sono messa a trafficare al buio per rimontarlo. Alle cinque in punto ha fatto piripì piripì ed è stato un sollievo.

La fiera era bella, grande, con un sacco di espositori. Al mattino abbiamo gironzolato fra gli italiani, intascando cataloghi e osservando i volumi con piglio molto professionale. Verso le tre, quando ci siamo mosse nell'area stranieri, un po' per la stanchezza un po' perché è primavera, ci siamo interessate di più alle qualità meramente fisiche degli standisti. Vincono parimerito Svezia e Brasile.
Allo stand del Brasile Collega Riccia si lancia in una serie di apprezzamenti molto coloriti e a voce alta nei confronti dei due giovanotti, ciascuno uscito di peso da una di quelle pubblicità porno-soft di profumi. Si avvicina l'unica ragazza dello stand, e sorridendo ci chiede, in perfetto italiano: "Posso aiutarvi?".
L'esperienza rende sagge: allo stand della Svezia, di fronte a due metri di biondo con gli occhi blu e i boccoli, ci limitiamo a gemere, frustrate.

Concludiamo nel padiglione degli illustratori, dove ci sono tavole bellissime, delicati acquerelli, tempere dense e carboncini sfumati, maghi streghe orsetti casette mostri e città.

"C'è qualcosa che vogliamo approfondire?" ci chiediamo avviandoci all'uscita. "La Svezia!" ci rispondiamo in coro, ma con un sospiro usciamo comunque.

Al ritorno, in treno, finisco Harry Potter. All'ultima riga dell'ultima pagina dell'ultimo libro della serie rialzo gli occhi col magone, ma ingoio la lacrimuccia poco dignitosa e cerco di darmi un contegno addormentandomi immediatamente. Mi risveglio che ho la bocca aperta, un filino di bava e siamo più o meno ad Asti. A quel punto il capotreno decide che è ora per tutti di fare nanna e ci spegne la luce.

Parola di ViperaVenerea alle 12:08 precise | link | commenti (12) |
in treno, vita da vipera, vipera precaria

lunedì, 23 aprile 2007
Responsabilità

Domani la biblioteca è chiusa. Ufficialmente per lavori tecnici, ma in realtà si è trovata una zecca morta e devono venire gli zeccabusters a disinfestare con le tutine da astronauti.
Invece di godermi il riposo io me ne vado a Bologna con due colleghe, alla fiera del libro per ragazzi. Quindi sveglia alle cinque e tutto quanto.
Stasera, rientrando in casa, con la pizza ordinata dal Comansardante in dirittura d'arrivo e un sonno boia, ho realizzato che le mie incaute colleghe mi avevano lasciato depositaria di numero tre biglietti del treno nonchè della dichiarazione firmata che siamo bibliotecarie e non, per dire, veterinarie, indispensabile per accedere alla mitica fiera. Quindi se non mi sveglio in tempo siamo fottute.
Sto pensando di addestrare i gatti a tirarmi una secchiata d'acqua sul capino alle cinque.

Parola di ViperaVenerea alle 22:04 precise | link | commenti (8) |
vita da vipera, vipera precaria

domenica, 22 aprile 2007
Una rondine non fa primavera ma fa un gran casino

Ieri pomeriggio Molly entra in casa come un lampo dalla finestra, lei di solito così aggraziata, rovesciando la ciotola dell'acqua nell'atterraggio. In bocca ha qualcosa di grosso e scuro, che si dibatte rumorosamente: una rondine ferita.
La rondine inizia a svolazzare bassa per la stanza, impazzita, coi gatti dietro. Ne acchiappo uno e arriva l'altro, e di colpo da due sembrano diventati duecento. Li chiudo in camera da letto e l'uccello si attacca alla porta del bagno. Mi avvicino con una pentola e un coperchio per infilarcela dentro e liberarla sul tetto: l'ho visto fare in friends e lì funzionava. Ma quella, appena si sente toccare, ricomincia a sfrecciare per la stanza. La inseguo per un po', poi finalmente lei vede la finestra e vola fuori, perdendo piume.

I gatti è da allora che mi tengono il muso.

Parola di ViperaVenerea alle 22:25 precise | link | commenti (9) |
bestie pelose

giovedì, 19 aprile 2007
Sempre cartelli

A proposito di cartelli, pensando ai miei amati Cravan e Bostoniano i nuovi cartelli della sala ragazzi, quelli per la musica e i fumetti, li ho fatti utilizzando Calvin e Hobbes.

Ovviamente nessuno se li fila, ma io li trovo bellissimi.

Parola di ViperaVenerea alle 12:50 precise | link | commenti (10) |
bibliocazzate

Il signor Z.

Il signor Z. è un uomo sui quarantacinque, con barba, capelli lunghi e sporchi, camicia bianca e sandali tipo gesùcristo. E' anche un gran rompicoglioni. Arriva in biblioteca ogni giovedì mattina, quando io sono in accoglienza. Si lamenta per tutto a gran voce. Rimpiange il tempo in cui la biblioteca di *** era un luogo triste e polveroso, da cui i libri non uscivano e i lettori venivano scoraggiati ad entrare da acidi comunali con tre teste e sei occhi roteanti e iniettati di sangue. I pochi eletti che potevano varcare il sacro soglio, corredati di lettere di presentazione, lasciapassare, visti e bolli fin sulla fronte, dopo aver compilato infiniti moduli potevano, talora, consultare qualche volume in una grande sala che immagino fosse gelida, monocromatica e scarsamente illuminata. Se poi volevano prendere in prestito qualche cosa dovevano sottoporsi a pratiche inumane e degradanti che partivano dal riportare infiniti dati su infiniti moduli in infinite copie e proseguivano, immagino, con il lasciare impronte digitali, campioni di sangue e forse una libbra di carne, quella intorno al cuore.
Ecco, il signor Z. rimpiange fortemente la biblioteca com'era, e disprezza la biblioteca com'è: accessibile a tutti, colorata, ariosa, dove il prestito viene concesso e addirittura incoraggiato, piena di servizi come internet o la tv e i dvd.
"Prima ci venivano gli studiosi" inveisce "e adesso cos'è diventata? Una biblioteca per le casalinghe!"
Comunque, diosolosaperché, il signor Z. m'ha, forse, preso un po' in simpatia. Oggi arriva e mi dice: "Venga con me, che le faccio vedere una cosa che non ha mai visto prima, forse".
Titubante lo seguo in guardaroba.
L'immagine del signor Z. che si cala le braghe e mi ruota il bigolo davanti agli occhi mi attraversa la mente, ma fortunatamente lui vuole solo mostrarmi un libro di disegni di Escher.
Si è pure stupito che sia la collega sia io lo conoscessimo, non solo, avessimo visto anche i suoi disegni. Quando poi, di fronte agli schizzi delle maioliche dell'Alhambra, gli ho detto di esserci stata e averle viste dal vivo, si è pure sentito una cacca. Lui, ha confessato, non sapeva nemmeno dove fosse.

Tzè.

Parola di ViperaVenerea alle 10:40 precise | link | commenti (3) |
bibliocazzate

sabato, 14 aprile 2007
Domande difficili

E' arrivato un carrellino di libri nuovi. In mezzo c'è Gatti bastardi, una raccolta di foto di gatti domestici realizzate da fotografi non professionisti. Alcuni sono parecchio bruttini, tutti sono conciati in modo buffo o hanno una posa divertente. Insomma le foto che facciamo noi ai nostri pelosi, giusto stampate un po' meglio. Le immagini sono corredate da una frase che si suppone pronunciata dal felino stesso.
Un soriano grigio col muso famelico: "Non mi importa di come hai passato la giornata, aprimi quella scatoletta!"
Un gatto orrendo di quelli senza pelo, con un foulard in testa: "Lo diresti che mi sono fatta il botulino?"
Una gatta rossa aggrovigliata languidamente in mezzo a una collana: "Hei, bello, hai da accendere?"
Eccetera.
La figlia di una mia collega, nove anni, una bambina deliziosa che adora i gatti, agguanta il libro, si rannicchia in una poltrona e lo sfoglia compitando fra sè e sè le frasi.
Dopo un po' mi raggiunge e mi indica una pagina, perplessa.
"Cosa significa?" mi chiede con la sua vocina.
Guardo la foto: un gatto stralunato con una specie di fazzoletto hawaiano al collo, il pelo arruffato e degli occhialoni da sole in bilico sul muso fissa con gli occhi pallati l'obiettivo. Sotto c'è scritto "Credo che mi stiano salendo i funghetti".
Lungo momento di pensoso silenzio, mio.
"Allora, che significa?"
"Significa che...ha mangiato i funghi a pranzo e gli viene da fare un ruttino, amore", rispondo.
Collega Alta, passando: "Tzè tzè tzè, non si dicono le bugie ai bambini!"

Parola di ViperaVenerea alle 01:57 precise | link | commenti (8) |
bibliocazzate, bestie pelose

I gemellini Testagrossa

I gemellini Testagrossa vengono in biblioteca un paio di volte a settimana, accompagnati dalla mamma. Sono piccolini, vestiti uguale, e portano avvitate al collo due testone gigantesche con gli occhi sognanti. Non sembrano molto vispi, in verità.
La prima volta che li ho visti ho provato a salutarli ("Ciao, patatini!") e uno ha guardato la madre e le ha chiesto: "Chi èeee?" indicandomi col dito.
"L'impiegata", ha risposto la signora.
Impiegata? A me hanno subito iniziato a girare fortissimo. Non sono l'impiegata, sono la bibliotecaria! Che è diverso, cazzarola. Però ho taciuto e sorriso, e impiegata sono rimasta, ma ho continuato a odiare con determinazione la tizia.
Solo l'altro giorno, mentre i due Testagrossa mi guardavano dal basso dicendo Impiegaaaata con un filino di voce, ho realizzato che la mamma è francese e parla poco l'italiano.
A quel punto l'ho un po' perdonata, perché se i miei due - ipotetici - gemellini francofoni mi avessero chiesto, nel loro idioma, "Chi è?", a proposito di una bibliotecaria parigina, io probabilmente avrei risposto "La Tour Eiffel".

Parola di ViperaVenerea alle 00:17 precise | link | commenti (2) |
bibliocazzate, vipera precaria

giovedì, 12 aprile 2007
Una intensa mattina di duro lavoro...

...ha prodotto il seguente cartello, attaccato allo scaffale dei libri di Harry Potter:

Vuoi vedere i film di Harry Potter?
Non fare il Babbano, vola in sala verde!

Il tutto utilizzando il font originale della copertina (o comunque una valida imitazione).

Che dite, me lo guadagno o no lo stipendio?

Parola di ViperaVenerea alle 13:22 precise | link | commenti (13) |
bibliocazzate, vipera precaria

sabato, 07 aprile 2007
32 pagine alla fine

Sto leggendo La moglie dell'uomo che viaggiava nel tempo. Mi mancano trentadue pagine alla fine e non ho il coraggio di andare avanti, perché un libro così bello non dovrebbe finire mai, cazzo.

Parola di ViperaVenerea alle 02:24 precise | link | commenti (14) |
recensioni

Tanto per aggiornarvi.

Domani la biblioteca è chiusa e domenica pure e lunedì anche, che in tutto fanno tre giorni di svacco e cazzeggio a oltranza.
Oggi abbiamo realizzato un bignami di festa: avete presente quella puntata dei Simpson (22 cortometraggi su Springfield) in cui Apu chiude il negozio per cinque minuti, va di corsa al party del suo amico, ingolla un wurstel di tofu ancora rovente, balla per cinque secondi, fa l'occhietto all'indianina, si produce in una sveltina conigliesca nel capanno, cade in piscina, risata generale, torna di corsa al negozio e dentro c'è rimasto l'uomo talpa? Tale quale.
Arriviamo in biblioteca alle 13.45, apparecchiamo con bottiglie colomba torta piattini, affettiamo e stappiamo, versiamo lo spumante, auguri, torta, versiamo il moscato, auguri, colomba, raccogliamo le briciole e corriamo ai banconi che sono le 14 precise. Ubriachelli anzichenò, perché a stomaco quasi vuoto due bicchieri tracannati così in un sorso un po' salgono a obnubilare il neurone solitario.
Per le successive sei ore siamo vaghe e diciamo più cazzate del solito, il che non è male.

Stasera sono qui sola davanti al pc, il Comansardante è al lavoro, ho la caghetta (non sia mai che non vi aggiorni sulle mie attività intestinali, potreste intristirvi) e non so se finire il libro, guardare Orgoglio e pregiudizio della BBC o installarmi sul water con un po' di settimane enigmistiche raccattate in giro e passare la notte lì.

Parola di ViperaVenerea alle 00:13 precise | link | commenti (2) |
vita da vipera, roba alcolica

giovedì, 05 aprile 2007
Anche le formiche nel loro piccolo s'ingozzano

Qui al piano terra, nella cosiddetta accoglienza (un incrocio fra una portineria e un'area cazzeggio), è pieno di formichine di quelle minute minute. Ma pieno pieno. Mentre scrivo mi sento pruriti ovunque, persino ai lobi delle orecchie, e nello stesso tempo tento di restare immobile perché sono così piccine e graziose che mi spiace schiacciarle.

Mi duole confessare che è solo colpa nostra se si sono radunate tutte qui: sono due giorni che mangiamo i taralli della collega from Bisceglie, ai quali nessuno, insettini inclusi, sa resistere.

Parola di ViperaVenerea alle 14:07 precise | link | commenti (3) |
cose a caso, bibliocazzate

Consigli di lettura

Ci hanno chiesto di compilare un elenco di libri da acquistare per la biblioteca.
Io ho un po' il vuoto in testa: mi succede sempre quando devo sforzarmi di pensare a un elenco. Tipo nomi cose città, avete presente? Il gioco delle colonnine. Regolarmente appena scatta il tempo il mio cosiddetto cervello si ingolfa e lascio tutte le categorie in bianco, non faccio manco un punticino e perdo.

Aiutatemi voi che siete giovani, forti e soprattutto pensanti: se ne avete voglia consigliateci un po' di robetta da far leggere a 'sta gente di ***. Soprattutto fumetti e libri per ragazzi, che dovrebbero essere le aree di mia competenza.
Nel caso li avessimo già possiamo sempre esporli fra quelli speciali consigliati dai bibliotecari (no, furbini, non posso fare uno scaffale dei libri "consigliati dagli amici blogger di una delle bibliotecarie", quindi li metto a nome mio, accontentatevi e gloriatevi di luce riflessa - tanto qui nessuno prende mai in prestito una fava).
Tenchiù!

Parola di ViperaVenerea alle 14:01 precise | link | commenti (29) |
cose a caso, bibliocazzate

Tentazione taralla

Ho lo stomaco che borbotta dalla fame e ringhia come un cagnolino arrabbiato e manca più di un'ora alla pausa panino. C'è nel cassetto un sacchetto di taralli ai semi di finocchio che sussurrano tentanti facci tuoi e fallo ora.
E' una lotta titanica fra il culo tonico e il carboidrato insidioso, fra la ragione e il sentimento, fra il bene e il male.
E si sa che il bene non vince quasi mai...

Parola di ViperaVenerea alle 11:52 precise | link | commenti (7) |
cose a caso, vita da vipera

martedì, 03 aprile 2007
Cazzatiella

Leggiucchiavo or ora un librino di poesie per bambini e m'è caduto l'occhio su questi versi ispirati, m'è scappata una risata dal naso e sono accorsa a ricopiarveli in fretta e furia:

Quiz

Si strozz
lo struzz
se ingozz
la pizz?

Parola di ViperaVenerea alle 15:08 precise | link | commenti (8) |
bibliocazzate

lunedì, 02 aprile 2007
Alla ricerca del pelo

L'altro giorno entro in una delle sale ragazzi e ci trovo un gruppetto di quindicenni tutti radunati intorno a un libro. Stupore, dacchè i quindicenni vengono in biblioteca per:
chiacchierare dei cazzi loro a voce alta facendosi sgridare;
baccagliare le ragazzine;
cambiare la sintonia dei televisori da CNN a Italia uno;
tirarsi le cose;
pomiciare;
picchiare i piccoli;
rubare le pile ai telecomandi;
ma giammai li vidi toccare un libro.
A dirla tutta non credevo che sapessero che c'erano dei libri.

Incuriosita mi avvicino al tavolone, raddrizzando un volume qua e là, giusto per origliare.
Sono tutti radunati intorno a un vocabolario aperto e stanno cercando la parola pelo. Sono rossi in faccia e mi sbirciano con la coda dell'occhio e ridacchiano:
"Oh minchia dove sta la p?"
"Aspetta...pelato...no sta dopo..."

Sono uscita perché mi scappava da ridere, ma avrei voluto vederli mentre leggevano di formazioni filiformi e cheratina e la delusione si allargava sulle loro facciotte acneiche.

Parola di ViperaVenerea alle 17:38 precise | link | commenti (16) |
bibliocazzate, vipera precaria

domenica, 01 aprile 2007
Yatta 2 - the video

Ora che ho capito come si fa continuerò a postare per ore tutte le cazzate che trovo su YouTube.
Nello specifico, qui avete alcuni fulgidi esempi di Hiro che alza le braccia al cielo e dice Yatta!, che spero apprezzerete quanto meritano.

Parola di ViperaVenerea alle 21:59 precise | link | commenti (7) |
cose a caso, video

L'informatico e le slovacche.

Mi rendo conto che il mio post sull'informatico potrebbe far sospettare una mia infatuazione nei confronti dell'informatico stesso, quindi specifico qui che egli è bassino, cicciottello, sposato e ha i capelli tinti con ricrescita, insomma non è il mio tipo. Quindi no, Pois non ha motivo di essere geloso.
In ogni caso Pois oggi ha perso ogni diritto a essere geloso dei miei colleghi, fossero pure alti biondi fighi e intelligentissimi: mi ha annunciato che la settimana prossima, nella residenza universitaria dove lavora, arriveranno venti (20) slovacche appena maggiorenni - con nomi assurdi dal chiaro significato sessuale, che purtroppo non ricordo bene.
Tzè.

Parola di ViperaVenerea alle 21:31 precise | link | commenti (13) |
il comansardante

Hiro a Studio 60

Quando ho guardato per la prima volta questo episodio di Studio 60 non avevo mai visto Heroes. Solo adesso ho realizzato che il giapponese del cameo è Masi Oka, ossia il nostro amato Hiro Nakamura.
Ho imparato a postare i video grazie alla sempre preziosa Catepolla. Un bacio alla donna usb più amata dalla rete.

Parola di ViperaVenerea alle 21:09 precise | link | commenti |
cose a caso, video

Studio 60 - Demented Santa

Parola di ViperaVenerea alle 20:58 precise | link | commenti |
cose a caso