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venerdì, 23 giugno 2006
Thargum e paletti bastardi.

Salve, come va? State tutti bene? Sono contenta.

In quest'ultima settimana ho sviluppato una discreta allergia al pc. Riesco a toccarlo giusto stasera perché è venerdì. E' che ho cambiato biblioteca. Questa nuova è piccolissima, affollata di bibliotecari gentili e nullafacenti, quasi priva di utenza, soffocante e gremita di libri astrusi che mi tocca catalogare con immenso spreco di cellule grigie. Dopo otto ore davanti a sbn, tentando di capire che minchia fare con la traduzione tedesca del Thargum - con testo a fronte in aramaico e frontespizio in latino - e soprattutto che minchia sia il Thargum, arrivo a casa, vedo il pc e vomito. E poi a giurisprudenza ero tutta sola in una stanza, e facevo un po' quello che volevo, tipo arrivare a mezzogiorno, leggermi i blog e scrivere cazzate sulla Patrologia (bei tempi!), mentre adesso sono di fianco al bancone del reference. I bibliotecari e la ragazza che fa le 150 ore mi circondano amorevoli, non avendo altro da fare, mi guardano lavorare, mi fanno domande su quello che faccio, sfogliano i miei libri, mi compatiscono bisbigliandomi paroline gentili e io non posso nemmeno guardarmi la posta. Figuriamoci scrivere un post o chattare in messenger.

Comunque ci tenevo a farvi un riassunto breve della settimana.
 
Sabato mi sono fatta un male cane. Allora, sono andata al gay pride. Figata! Per tre ore io e le altre femmine del bibliobranco abbiamo seguito ballando un carro carico di palloncini e ragazzi seminudi con dei pettorali di marmo, desiderando - tre di noi - di convertirli per un pomeriggio alle gioie di Ciornialand (il mitico paese della ciornia), mentre la quarta filmava la manifestazione con l'orecchio incollato al cellulare, in modo che la sua ragazza potesse partecipare virtualmente all'evento. Alle otto ci ricordiamo che c'è la partita, che la macchina è parcheggiata in culo a dio e i tram non passano, e iniziamo a galoppare attraverso porta palazzo, tutte cariche di spilline, appiccicate di adesivi gay e lesbo e con le borse piene di goldoni che delle fanciulle sui trampoli ci hanno lanciato a manciate. E' lì che, guardando in aria e trotterellando spedita, non vedo un paletto e ci vado a sbattere in pieno. Non vi dico dove mi ha colpito, vi dico solo che:
a) se fossi stata un uomo avrei fatto un acuto bellissimo;
b) anche come donna un urlo belluino l'ho fatto;
c) ho un livido artistico che, lì dove si trova, mi impedisce la posizione detta "alla missionaria";
d) non so se potrò ancora avere figli.
Non mi ero fatta male in modo così creativo dal giorno ormai lontano in cui mi inciampai sul primo gradino di un sottopassaggio, a Genova, rotolai come un sacco per tutta la scala e atterrai di pancia in una pozza di fango e schifezze, dove rimasi seduta a piangere senza ritegno. Ho ancora un buco sulla caviglia in ricordo dell'evento - il  livido ci ha messo un anno a sparire. Non voglio sapere cosa mi rimarrà stavolta.

Ho visto anche la partita, sabato sera, nel solito circolo arci affollato e rumorosissimo, e non ci ho capito molto. Il calcio mi annoia, a dire poco. Però una volta tanto tifavo Italia, solo per  disprezzo verso gli americani.

Ieri invece la partita me la sono persa. Ero al lavoro, unica a Torino. Nella biblioteca deserta, i colleghi chiacchieravano ad alta voce dei cazzi loro e mi compativano. Sono uscita in tempo per beccarmi tutto il casino di clacson e motociclette col tricolore sventolante. I mondiali mi hanno pesantemente rotto le palle. Ormai sento di più la voce della Gialappa's che quella del Comansardante*.

Ultimi aggiornamenti sul fronte gatti: Harold morde la pancia alla gattina, che miagola e ringhia. La gattina ha imparato a salire sul tetto. Il Comansardante* e io siamo molto preoccupati per la cosa, anche perché ci costringe a tenere le finestre chiuse e ci squagliamo lentamente.

In esclusiva per voi: Molly!




*Visto, Comansardante? Ti ho citato. Potrei anche dire meraviglie del tuo nuovo lavoro, ma aspetto che lo faccia tu. Che ce l'hai a fare il blog, altrimenti?
 

Parola di ViperaVenerea alle 22:11 precise | link | commenti (11) |

giovedì, 15 giugno 2006
Fiocco rosa in mansarda.

Ve la racconto per bene.

Un'amica di Alkanette, che non conosco personalmente e chiamerò Anonima Poco Previdente (APP) si trova ad avere per le mani una gattina. APP rifila la gattina ad Alki, che, in quanto moderatamente single, con monolocale nuovo nuovo e competenza medica conclamata, si configura come Proprietaria Ideale di Felino Abbandonato. La Proprietaria Ideale, purtroppo, palesa vistosa reazione asmatica al Felino Abbandonato e se ne lamenta sul blog. Io leggo il blog, non sono allergica, il comansardante si ma se ne fotte, entrambi vogliamo un gatto2 per tenere compagnia a gatto1 e quindi vualà, con l'accento sulla a, sabato sono andata da Alkina mia con apposita cestina e ho prelevato la bestiola allergogena.

Sono arrivata in ritardo di tre ore per colpa del Pueblo, che non è un amico sudamericano ma solo un simpatico circolino arci. In questo posticino servono dei cocktail potentissimi a un costo assai contenuto, e mi ricordo solo che a un certo punto, venerdì sera, ho frustato sul culo un po' di gente con una catena.

Di conseguenza il viaggio di andata della missione-adozione è stato accompagnato da un dibattito interno fra i miei organi, indecisi se dare forfait all'improvviso e lasciarmi svenuta in un vagone cimicioso o accompagnarmi verso un caffè riorganizzativo. Alla fine ha vinto l'idea del caffè e sono arrivata viva in stazione.
Alkina ha dato un starnutente addio alla gattina, io in virtù di nuova mamma l'ho impacchettata e via, verso una nuova casa, un nuovo nome (da Miù a Molly) e nuovi, potenti starnuti. Quelli del comansardante. Il comansardante confida che l'allergia guarirà da sola. In effetti era allergico anche a Harold (gatto1) e adesso si sbaciucchiano senza danni.
Anche Molly e Harold si sbaciucchiano, ma più spesso si tirano zampate. Anzi, è Molly a tirare zampate. Harold, che è grosso ottanta milioni di volte lei, paziente, subisce.

Fra l'altro, la mia veterinaria ha trovato una gattina, bianca e nera, quaranta giorni, spelacchiata,  bellissima, fa la cacca nella sabbietta, qualcuno la vuole? Altrimenti la regalo ad Alki.

Parola di ViperaVenerea alle 21:21 precise | link | commenti (17) |
vita da vipera, vipera and friends, bestie pelose, il comansardante, roba alcolica

martedì, 06 giugno 2006
Fuoco sacro.

Mi arrivano vagonate di vecchi Topolino dalla montagna. I miei tutti gli anni dicono che è l'ultima volta che ci vanno, e intanto continuano ad andarci. Però pian pianino liberano quelle tre stanzette in affitto di un po' della roba che si è arenata lì in quasi cinquant'anni di ininterrotta villeggiatura.
In vari recessi della mansardina hanno iniziato ad allinearsi file di giornalini con le loro costine gialle. Ho debolmente tentato di ordinarli per data, ma poi ne prendo a manate per andare a fare il bagno o la cacca (li leggo, non mi ci pulisco, non capite male) e sono in disordine come prima.
Sono quasi tutti della fine degli anni Settanta, inizio Ottanta. Non li compravamo quasi mai, ma pare ci fosse un pusher misterioso che riforniva per canali sotterranei la mia famiglia dei preziosi fumetti.
Sfogliandoli, ci ho ritrovato ricordi che mi inteneriscono, pubblicità di giocattoli che possedevo e non ricordavo più, storie che mi avevano grandemente affascinato, pagine scarabocchiate dalla mia mano bambina e altra melensaggini sulle quali soprassedere.
Ma questa devo dirvela. In buona parte dei fascicoli ho trovato le schedine catalografiche compilate da me stessa durante le giornate d'ozio di quelle estati eterne. A otto, nove anni, sdraiata sulla pancia nella capanna di frasche accanto all'orto, oppure sul piumone, al secondo piano del mio enorme letto a castello (costruito da mio zio con travi degne di una cattedrale), ritagliavo quadrati di carta, sui quali riportavo solennemente il numero della copia di Topolino, l'anno di edizione, i racconti migliori (ossia facevo lo spoglio del contenuto), e col righello tracciavo la griglia entro cui scrivere la data del prestito, il nome dell'utente e la data di restituzione.
O ero una bambina molto, molto bizzarra, oppure era destino.

Parola di ViperaVenerea alle 17:02 precise | link | commenti (23) |
bibliocazzate, vita da vipera, vipera precaria

giovedì, 01 giugno 2006
Tanto per.

Va bene, non posso vivere di rendita in eterno con la Patrologia (accurante J.-P. Migne. Sei un absalonis, vecchio Jean-Paul! ) e i suoi bizzarri protagonisti.
Qui bisogna postare qualcosa di fresco, di nuovo, di sconvolgente. Qui si fa il post o si muore.

Appunti sparsi di una giornata irrilevante.

Il culmine della giornata l'ho avuto alla fermata del 61. Un tizio che leggeva il giornale, appoggiato in equilibrio precario alla ringhierina, ha starnutito all'improvviso ed è quasi caduto faccia a terra sull'asfalto. Bel momento.

Uscita dalla biblioteca sono andata in biblioteca, un'altra, a restituire un libro. Mi hanno cazziato per nove giorni di ritardo. Ci sono civiche dove se non ti costituisci spontaneamente si accorgono del tuo ritardo dopo anni, lì per poco non mi denunciavano alla polizia bibliotecaria. L'avete letto Stephen King, no? Brutta cosa, la polizia bibliotecaria.

In biblioteca ho preso, incurante delle vibrazioni negative che emanavano dal bancone del reference, Sarah (J.T. Leroy), Guida galattica per autostoppisti (Duoglas Adams) e Una faccia già vista (Roddy Doyle. Il risvolto mi informa che è il seguito di Una stella di nome Henry, ottimo).

Si progetta un pic-nic, scoiattoli inclusi. Appena inviata la mail di accordi, le temperature precipitano e un orso polare attraversa lentamente il soggiorno, pattinando sulle zampone. Se dio c'è, mi legge la posta e si diverte alle mie spalle.

Ho finito di catalogare la Patrologia (duecentocinquanta volumi circa), e come potete notare la mia vita non ha più senso.


IMPORTANTISSIMO. Sentiti, commossi e inginocchiati ringraziamenti a gattosilver, un tale che sbuca fuori dalla notte e mi aggiusta il template. A lui dedico questa versione di I am the walrus per mano destra e ascella.
Peccato che non possiate sentirla, è bellissima.

Parola di ViperaVenerea alle 22:30 precise | link | commenti (15) |
vita da vipera, vipera and friends