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giovedì, 19 gennaio 2006
Quasi quasi mi faccio il bagno.

Il freddo ha ucciso tutti i vermi, oppure si sono stufati di guardarci mentre pisciamo e ci laviamo, e la vasca è di nuovo accessibile.
Adesso posso di nuovo mettermi a bagnomaria nell'acqua bollente e lasciare che si porti via fra le bolle i frontespizi in polacco, le etichette che non si incollano, le collocazioni doppie e la lentezza di sbn.
Mi preparo come se partissi per un lungo viaggio. Metto tutto l'occorrente sul water - chiuso, il water. Un asciugamano, shampoo solido all'hennè e balsamo solido alla frutta nella loro scatolina, almeno due libri (perché non so stare nella vasca senza leggere, ma se il libro che sto leggendo mi rompe? Mica posso uscire dall'acqua, sgocciolando, e andare a spulciare la libreria. Così ne porto due), sigarette, posacenere e accendino funzionante (perchè se sono nella vasca e mi viene voglia di fumare, ecc), pietra pomice per i piedi, rasoio (perché ne approfitto per dare una disboscata) e un coltello. Il coltello non serve a difendermi nel caso Anthony Perkins venga a trovarmi, per quanto sia un'eventualità da non escludere, ma per tagliare una fetta di bagnoschiuma, solido anche quello.
Riempire la vasca è un'operazione bella lunga, che compio tenendo il getto d'acqua inclinato per fare un sacco di schiuma. In quel momento preciso telefona la bibliobastarda telepatica, che siccome abita sull'altra riva della Dora sente l'acqua scorrere e compone compulsivamente il mio numero (mia madre abita dall'altra parte della città, ma sente ugualmente il rumore dell'acqua quando scolo la pasta e di solito chiama in quel momento). La conversazione si svolge con un rumore di jet che decolla di sottofondo, fino a che la vasca non trabocca.
Poi mi metto a bagno, faccio emergere due isolette asciutte di ginocchia, prendo un libro e mi dimentico di tutto.

Fino a che non entra Anthony Perkins.

Parola di ViperaVenerea alle 23:19 precise | link | commenti (20) |
vita da vipera, bibliobastardi, vermi schifosi

giovedì, 12 gennaio 2006
Ora et labora.

Ho iniziato a lavorare lunedì, e le fonti di gioia sono molteplici.
Uno, non lavoro nell'inculatissima biblioteca di veterinaria, ma nella centralissima biblioteca di scienze del linguaggio, grazie a una botta di fortuna di quelle che poi si scontano prendendosi la lebbra.
Due, lavoro con una bibliobastarda, anche se siamo in due stanze diverse.
Tre, anche altri bibliobastardi lavorano nelle vicinanze, per cui mangiamo pranzo tutti insieme, parlando di catalogazione tutto il tempo, o in alternativa di sesso. Quando riusciremo a trovare un argomento che includa entrambi i temi, saremo pienamente felici.
Quattro, i libri che mi avevano annunciato essere tutti e solo in tedesco - lingua della quale conosco solo due vocaboli, peraltro inutili, bademutze e luftmatraze*, e non li so neanche scrivere - sono in realtà in italiano. Non che l'italiano lo conosca meglio, intendiamoci.
Cinque, lavoro nella sala di lettura e intorno a me regna il silenzio assoluto. Otto ore in un ambiente nel quale, se ti soffi il naso, almeno quattro persone alzano la testa infastidite dal frastuono: cosa posso chiedere di più alla vita?
Qualche cosetta ci sarebbe, ma sono dettagli. Avere uno stipendio fisso e non essere pagata a cottimo, per esempio. Essere pagata a cottimo ma un po' di più. Un contratto un po' meno ridicolo. La mutua. Le ferie pagate. La pensione.
Dettagli.

Piccolo supplizio di oggi: catalogare una quarantina di romanzi russi e non potersi leggere nemmeno qualche paginetta. Oddio, nessuno mi controlla e avrei anche potuto farlo, ma essendo - appunto - a cottimo non è una soluzione conveniente. Una tortura, come un golosone che lavori in pasticceria e non possa nemmeno mangiare un pasticcino.

*se ve lo state chiedendo, significano rispettivamente "cuffia da bagno" e "materassino gonfiabile". Un anno di tedesco all'università mi ha lasciato questo bagaglio culturale, e sono pronta per un campeggio a Baden.

Parola di ViperaVenerea alle 22:20 precise | link | commenti (11) |
vita da vipera, vipera precaria, bibliobastardi

domenica, 08 gennaio 2006
Letture da bagno.

L'ho letto oggi su un giornale che si chiama Donna in forma. La mia specie di suocera mi ha chiesto se glielo buttavo via e io l'ho buttato nel mio bagno, perché ero certa che si trattasse di una lettura lassativa; e così era.
Leggendolo, mentre evacuavo gli intestini, ho appreso che se ti metti il mascara con la bocca aperta i muscoli facciali restano più fermi, ossia eviti di assomigliare a un procione con le occhiaie.
Come mai tutte le donne lo facciano da sempre, anche senza aver letto i consigli di bellezza di quel giornale, mi fa pensare che si tratti di scienza autoinfusa o inscritta nel dna femminile, ossia che si tramandi geneticamente da madre in figlia.
Il giornale dava anche lezioni su come leggere a letto, illustrate da foto di modelle in mutande ma con gli occhiali.

La carta patinata mi impedisce di usarlo come carta igienica.

P.S. che non c'entra: beneforti, mi insegni a giocare a cadavere squisito a distanza? Non immagino come si possa fare, nonostante mi sia spesso posta il quesito. Tu sei l'uomo del fato, aiutami.

Parola di ViperaVenerea alle 04:31 precise | link | commenti (6) |
recensioni, parentado

lunedì, 02 gennaio 2006
Buon anno?

Avete iniziato bene l'anno, si?
Vi sono finiti botti in testa, avete bevuto troppo, a mezzanotte stavate con la testa nel water?
Spero di no.
Noi, il comansardante e io, avevamo un po' di persone a cena. Tutti stipati intorno al tavolo allungato per l'occasione, a mangiare insalata di riso, frittata e fonduta, bere, suonare e giocare a cadavere squisito (poi vi insegno).
Poi il gattino nuovo,  che avevamo da qualche giorno e non stava bene, ha iniziato a stare peggio ancora e abbiamo cacciato via tutti, ci siamo infilati in macchina e siamo andati all'ospedale degli animali, aperto tutta la notte. L'ultima volta che l'ho visto muoversi ha alzato la testolina e si è guardato intorno con un'aria scocciata: pensava una settimana con questi e l'ho passata tutta dal veterinario, chepalle.
Qualche ora dopo era morto.

Ecco, ora io avrei tanto voluto iniziare l'anno con un bel post divertente, ma vedete che proprio non posso.Proposta: speditemi ciascuno dieci euro in busta chiusa all'indirizzo che sarò lieta di comunicarvi, così senza un perché. Almeno avrò qualcosa di bello da scrivere, dopo.

Parola di ViperaVenerea alle 12:46 precise | link | commenti (9) |
depressione, vita da vipera, bibliobastardi, vipera and friends, il comansardante, roba alcolica