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ci sono passati *loading* oziosi





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lunedì, 28 novembre 2005
Vedo uno spiraglio di luce sotto la porta della cella.

Fra due giorni la libertà.
Credo che li passerò a essere sfacciatamente anarchica. Ho iniziato oggi.

Cliente incazzuso: Mi dia il suo cognome.
Io: Non sono tenuta.
CI: Allora la matricola.
Io: Non ce l'ho. Vuole il numero della pratica che ho aperto?
CI: Vabbe', se proprio me lo vuole dare...non serve a niente ma comunque...
Io: Non lo vuole? Peggio per lei, ahah! [CLICK]

Cliente affranto: Aspetto l'adsl da luglio, non è possibile, mi serve!
Io: Uhm...vedo. Perché non annulliamo l'ordine e cambia operatore?
CA: ...sul serio?
Io: Oh si.
CA: OOOH!

Parola di ViperaVenerea alle 19:07 precise | link | commenti (15) |
vita da vipera, vipera precaria

venerdì, 25 novembre 2005
Son soddisfazioni!

Finalmente - finalmente - finalmente, posso buttare nel cesso le cuffiette. E poi ripescarle, perché mi servono ancora, ma solo per tre settimane, a meno che non mi rompa troppo e non me ne vada prima ancora. Eh si, vado a lavorare in biblioteca. Finalmente.
Che non è solo un lavoro che mi piace, proprio tanto, non solo amo i libri e adoro toccarli e guardarli e catalogarli (pensate, a volte persino leggerli), ma - soprattutto - in biblioteca non urla nessuno. Nessuno fa rumore. I libri non si lamentano, non hanno strane richieste, e non ti minacciano di denuncia se si trovano un errore di stampa sul frontespizio. I libri sono zitti, pazienti e stanno buoni e fermi. Loro hanno tutto il tempo del mondo.
Così ieri ho avuto la soddisfazione immensa di andare a rassegnare, con un ghigno satanico, le mie dimissioni. Ho aspettato un bel po', perché attorno alla capa-che-mi-odia c'era una ressa da mercato del pesce, a causa delle ferie natalizie. A quanto pare non le vogliono dare, o dare col contagocce, o va a sapere. Tutti si accalcavano e urlavano, volavano date e insulti e minacce. Io, in un angolo, osservavo aspettando il mio momento, e  quella calma ha incuriosito più di un collega. Alcuni sono venuti a chiedermi perché non ero lì a partecipare al totovacanze, guarda che i giorni migliori sono già tutti accaparrati, se non ti sbrighi le ferie le fai a febbraio, e io tranquilla: no, mi dimetto. Una ragazza esclama: perchè non ti danno le ferie? Spiego che ho trovato un altro lavoro, e che inoltre il giorno dopo sciopererò. Divento immediatamente l'eroina della faccenda, ricevo incoraggiamenti e auguri e pacche sulle spalle che neanche avessi vinto le olimpiadi.

Oggi ho scioperato, sono andata alla manifestazione, mi sono congelata in mezzo alle bandiere rosse sventolanti e ho pranzato coi bibliobastardi, sentendomi quasi una di loro a tutti gli effetti.

E il brufolo, seguendo le leggi di natura, è sparito.


P.S. I vermi no, ci sono sempre.

Parola di ViperaVenerea alle 17:01 precise | link | commenti (9) |
vita da vipera, vipera precaria, bibliobastardi, vermi schifosi

lunedì, 21 novembre 2005
Lamentazione pubblica.

Che dire?
La mia vita è sempre più rosea. Non solo continuo a lavorare in quel posto osceno, con una capa che mi odia, i clienti che reclamano, la coscienza che geme e quelle cazzo di cuffiette che mi schiacciano i capelli e mi ammazzano l'udito; non solo sto scivolando pericolosamente verso la catatonia, addormentandomi nei posti e modi più impensati e totalizzando record di permanenza in stato di incoscienza che mi fanno assomigliare al compianto River Phoenix in My own private Idaho; non solo ogni mattina ammazzo almeno un verme nel mio bagno, contorcendomi dal disgusto mentre lo faccio; non solo fa un freddo porco, ma passi perché è stagione; non solo stanno sventrando da capo a piedi la mia città e il gaio ritmico pulsare dei martelli pneumatici accompagna il sempre più discontinuo passaggio degli autobus e dei tram, che vengono improvvisamente dirottati verso la periferia sbagliata senza preavviso per scansare i cantieri e mi fanno totalizzare ritardi da primato nel raggiungimento del mio già poco amato posto di lavoro; non solo l'Italia si va riconfermando con sempre maggiore vigore un paese di merda

ma

mi è venuto un brufolo su una palpebra.

Classifica dei posti più stronzi dove può venire un brufolo:

1) I genitali;
2) le chiappe;
3) la punta del naso;
3) una palpebra.

Ecco.

Questo per dirvi che se scrivo poco non è che non ne ho voglia, è che non mi sembra carino pubblicare solo post di bestemmie.

Aggiornamento del 22/11: mi rendo conto che non so contare fino a 4. Infatti al 3 sono entrata in loop.
Ormai lo tengo così, chisseneimpippa.

Parola di ViperaVenerea alle 21:41 precise | link | commenti (13) |
depressione, vita da vipera, vipera precaria, vermi schifosi, sotto la mole

mercoledì, 09 novembre 2005
Nebbia, montagne e Sicilia.

In autostrada per Ivrea, la nostra meta è un concorso per bibliobastardi, sul sedile posteriore ripasso la soggettazione e guardo sbucare gli alberi dalla nebbia uno a uno, come ritagliati su un foglio bianco da forbici meticolose, un albero, tre alberi, un cespuglio, un bosco intero, e dal lettore cd esce la voce di Giuni Russo - gentile omaggio della bibliobastarda assente - che canta così:

Duminica jurnata di sciroccu
Fora nan si pò stari
Pi ffari un pocu ‘i friscu
Mettu ‘a finestra a vanedduzza
E mi vaju a ripusari...
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so putenza strogghi ‘u mo pinzeri
Ah! Ah! ‘U cori vola s’all’umbra pigghi forma e ti prisenti
nan pozzu ripusari.
‘U suli ora trasi dintr’o mari
e fannu l’amuri
‘un c’è cosa cchiù granni
tu si la vera surgenti
chi sazia i sentimenti.
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi turmenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo’ jardineddu mi piaci stari sula.
Ah! Ah! ‘A stissa aria ca so calura crisci e mi tormenta
Ah! Ah! ‘U cori vola sintennu sbrizzi d’acqua di funtana
‘ndo mo jardineddu mi piaci stari sulu
mi piaci stari sula.

Parola di ViperaVenerea alle 20:16 precise | link | commenti (17) |
vipera precaria, bibliobastardi