Alcune cose non stanno andando come dovrebbero. In questo momento la mia vita è tutto meno che felice e non è il caso di raccontarla su questo blog, dove l'infelicità ha fatto raramente capolino per precisa scelta editoriale (vabbe').
Quindi non aggiornerò per un po', forse per molto, non ne ho idea.
Statemi tutti bene. Mi mancherete.
Aspettando il treno nella remota stazioncina, di quelle con solo tre binari e niente sottopassaggio, perché tanto passano cinque treni al giorno, mi trovo accanto a un gruppetto esagitato e rumoroso di bimbeminkia prototipiche. Età apparente quindici-sedici anni, trucco eccessivo, frange piastrate, voci gallinacee che sfondano la barriera del suono, almeno due telefonini a testa, tutti accesi e tutti risuonanti musica tunz-tunzante (avete notato la nuova abitudine dei bimbominkia medi? usano il cellulare come una volta si usava il radiolone, per ascoltare musica pessima malamente distorta dalla scarsa qualità dell'impianto audio. Cosa li hanno inventati a fare i lettori mp3, che hanno di buono che il bimbominkia ascolta il tunz-tunz in privato? Alcune, comunque, per non sbagliare hanno anche gli auricolari nelle orecchie). Solo a guardarle so che hanno una passione per hello kitty (l'orrenda gattina giapponese espressiva come una pantofola, ma meno utile), il rosa (sembra che si siano vestite con un frappè alla fragola), i Tokio hotel, Twilight, che scrivono senza vocali e abusano di k e punti esclamativi. Starnazzano liete perché sono state abbordate da un tizio brutto, la cosa le sta portando sull'orlo dello svenimento per eccesso di risa.
Saliamo insieme in treno, un trenino diesel con un vagone solo. La prima del gruppo spalanca la porta dello scompartimento, tutta affettata, con le sue unghiette decorate di strass e fiorellini, ed esclama: "Oh criste, che spussa 'd mèrda!" (Oh cristo, che puzza di merda) con un accento che pare mia nonna, guadagnando immediatamente trenta punti simpatia da parte mia.
Ah, le bimbeminkia di provincia, che belle.
Comansardante dal bagno: - Dov'è l'essere supremo della casa?
Io: - Chi, Harold? E' sul tetto.
CdB: - No, non Harold, tu!
Io (scema): - Ma sono qui, amore!
Comansardante con accappatoio e aria seducente: - Allora mi fai un caffè?
Oggi ho scannerizzato roba inutile per otto (8) ore, al freddo, e ho pure dovuto prendere due treni all'andata e due al ritorno (2+2=4 treni) per impiegare così utilmente il mio tempo.
Nel mentre ascoltavo la musica.
Dopo molte ore di lavoro ininterrotto (non ho internet) e ipnotico (metti foglio - bzzzz - regola i bordi - bzzz - salva il file - riavvia tutto che si è inceppato il programmino dello scanner di merda a nafta - metti il foglio - bzzz [ripetere per 480 minuti]) mi sono commossa (col groppo in gola e tutto) ascoltando questa:
e ho capito che era ora di fare una lunga lunga pausa.
Ma lo sapete che Bibliotopa e Minchiabbiblio (che, si, è decisamente un maschio, per chi avesse dubbi) ieri si sono sposati? Sposati sul serio, davvero, addirittura in chiesa.
Avrei pianto, ma ero troppo impegnata a non ridere per le cose che diceva il diacono (che, come ho recentemente appreso, è tipo un prete ma è sposato. Immagino quanto sfrangi i coglioni a sua moglie, povera donna), tipo "questi due giovani hanno trovato Gesù nella loro vita" e "se non avessero trovato dio non si sarebbero mai incontrati", come no. Se non si fossero iscritti entrambi allo stesso corso per bibliobastardi, allora si che non si sarebbero mai incontrati.
La cosa che mi è piaciuta di più della cerimonia è stato il momento prima che Bibliotopa entrasse: Minchiabbiblio, solo all'altare, la aspettava allungando il collo per cercare di vederla, e dopo un po' ha anche iniziato a saltellare sul posto. Ecco, quello è stato proprio carino, Minchiabbiblio che saltella, poi la vede e sgrana gli occhi e lei inizia a piangere così sulla fiducia, poi arriva all'altare e si fissano e sono lì lì per limonare duro, ma c'è il diacono fra i piedi e devono aspettare mezz'ora buona.
Comunque, in questi casi di solito si dice che "la sposa era bellissima", e lo dirò anch'io, ma non è vero: la sposa era come al solito, ossia la creatura in assoluto più gnocca del pianeta, per l'occasione vestita di bianco.
Poi dopo siamo andati al castello, che stava lì di fianco alla chiesa ed era un posto tipo castelli delle fiabe, col parco le serre i salottini un cesso enorme (la prima cosa che ho visto, perché me la stavo facendo addosso) e un sacco di camerieri in giacca rossa che ti ficcavano in mano cibo e bevande.
Ma, a proposito del gabinetto: ci vado e trovo lo sposo impalato col bouquet in mano, che sua - oddio - moglie stava facendo la sua prima pipì coniugale e immagino sia parecchio difficile gestire la faccenda, con lo strascico e le maniche di velo e tutto quanto, senza farsela addosso. Mentre faccio la coda arriva un invitato che consegna un foglio allo sposo, una pergamena con un disegno che il figlio dell'invitato ha fatto per l'occasione, e Minchiabbiblio mi rifila il bouquet per srotolare la pergamena, e tutta la gente in coda per il cesso (ormai siamo parecchi) dice "Oddio, hai preso il bouquet!". Però io credo che tecnicamente non valga perché non era lanciato dalla spoasa.
Il vero lancio del bouquet è avvenuto circa otto ore dopo, a pranzo concluso. Mai viste donne più riluttanti. Alla fine lo ha preso Bibliopiccola, di testa. Il lancio è stato considerato nullo da un gruppo di amici dello sposo. Al secondo tentativo Bibliotopa ha centrato in pieno una finestra. A quel punto si è incazzata e si è tenuta il bouquet, ma secondo la giuria popolare prenderlo di testa vale, quindi entro l'anno andrò al matrimonio di Bibliopiccola e potrò riciclare il vestito.
Ah, poi durante la cerimonia il diacono ha letto la parabola dei talenti, che non ho capito tanto - mi è sembrato che il succo fosse che se investi in borsa e raddoppi il capitale poi ti prendi anche i soldi di quello che è rimasto povero. Poi l'ha commentata dicendo che gli sposi dovranno sempre mettere i loro talenti a disposizione degli amici, per tutta la vita. Ecco, questo mi è piaciuto parecchio e non mancherò di ricordarglielo continuamente.
E adesso aspettiamo il primo bambino interamente concepito da bibliobastardi. Immagino che la sua prima parola sarà "dewey" e si catalogherà i pannolini. Si accettano scommesse: secondo me entro nove mesi massimo dieci saremo zii. Non vedo l'ora!
Ah già, non vi ho raccontato questa.
Stamattina, assisa sul water, meditavo sulle sorti dell'umanità, quando Molly è saltata sul lavandino e si è messa a leccare lo specchio. "Che gatta narcisista!", ho pensato.
Quando sono andata a lavarmi la faccia ho scoperto che lo leccava perché era tutto coperto di sangue. E il pavimento del bagno era tutto coperto di piume. E nella vasca da bagno c'era una notevole cacca di volatile.
E in tutto questo non abbiamo ancora ritrovato il corpo.
La settimana scorsa, per la verità. E' che sono stata un po' incasinata. Ho anche ripreso a fare la pendolare con una città che chiameremo XXX (stasera non mi viene di meglio). Ora come ora faccio circa 4 ore di viaggio al giorno per passane altre 4 in uno scantinato buio e umido (oggi mi sono messa il maglione) a scannerizzare le lettere della Contessa Teodomira di Staminchia, celebre poetessa locale, al Marchese Eustorgio di Stocazzo, sconosciuto. Siccome lo scanner va a nafta e ci mette cinque minuti a scaldarsi fra una pagina e l'altra, me le sto pure leggendo tutte. A parte il brivido di spiare nella posta di una tizia morta nel 1840, non c'è nulla di interessante: si lamenta sempre. Un giorno ha male agli occhi, un giorno la milza le duole, una volta sviene e un'altra c'ha la caghetta, insomma, un bollettino medico continuo. E' comunque interessante scoprire che nel 1830 i medici, per curare le vertigini, facevano salassi (e la contessa si stupisce: "Oggi, sentendomi io girare il capo, il dottore m'ha cavato una gran quantità di sangue. Avedo poi fatta la mia consueta passeggiata, ebbi un inspiegabile mancamento". Ma dai?). Inoltre, per curare i problemi agli occhi, prescrivevano una dieta di "bue, uccelli e cottellette (sic) arrostite" e proibivano tassativamente frutta e verdura. Evviva il 2009.
Detto questo, come sono andate le vacanze? Bene! Peccato che non siamo riusciti a rispettare il programma alla lettera: non abbiamo fatto nemmeno un castello di sabbia (essendo le spiagge di Cadaqués molto sassose, ci siamo accontentati di costruire dolmen).
Visto che starò via per un po' (ancora un'ora di lavoro e sono in ferie, si) e poi magari vi intristite che io sono al mare e voi no, vi lascio con qualcosa da ascoltare in mia assenza.
Si, è una canzone deprimente. Oh be'.
E' agosto. Sono indietro col lavoro. Tanto a metà settembre mi scade il contratto, rimarrò di nuovo disoccupata e quindi vaffanculo, lasciamo che il ritardo mi sommerga. Domani alle 15.30-16.00 sarò ufficialmente in ferie per 15 giorni. Domenica mattina a un'ora veramente indecente acchiapperemo un aereo molto low-cost per andare in Spagna, al mare, sotto il sole.
Per queste vacanze abbiamo elaborato un programma rigidissimo, calcolato al millesimo di secondo, un vero tour-de-force quasi nazista.
Cioè:
giorno 1: arrivo all'aeroporto di Girona - trasferimento con qualsiasi mezzo a Tossa de Mar - ricerca dell'albergo (è in una piazza proprio accanto a una chiesa, le cui campane suonano incessantemente - a quanto pare - per cui dovrebbe essere facile trovarlo) - sistemazione in stanza - spiaggia - bagno - spiaggia - bagno - albergo - sesso - doccia - cena - bar con sangria - albergo - sesso - nannna;
giorno 2: sveglia - sesso - doccia - colazione - spiaggia - bagno - spiaggia - bagno - pranzo - pisolo sulla spiaggia - bagno - spiaggia - castello di sabbia - bagno - albergo - sesso - doccia - cena - bar con sangria - albergo - sesso - nanna;
(ripetere fino al giorno 10) (da qualche parte in mezzo c'è il momento in cui prendiamo l'autobus e andiamo a cadaques giusto per cambiare sabbia) (e letto).
Prima di partire devo fare ancora due cosette, ossia comprare il costume da bagno fare l'hennè disboscare l'inguine pulire la casa svuotare il frigo sbrinare il frigo fare le valigie cena dalla suocera salutare gli amici baciare i gatti annaffiare il basilico.
Ah, già, non ve l'ho detto: abbiamo adottato una pianta di basilico (ci tenevate a saperlo, eh?). Ha quattro foglie e l'aria depressa, ma noi gli vogliamo bene lo stesso. Probabilmente in nostra assenza morirà, in quanto privato del nostro affetto nonché dell'acqua, i gatti ne mangeranno le spoglie, i gatti si sentiranno male e vomiteranno basilico ovunque, cenere alla cenere, polvere alla polvere, basilico al linoleum, povero basilico.
Visto che sicuramente non avrò tempo di postare alcunché prima della partenza vi saluto adesso, se c'è rimasto qualcuno a leggere. Ci si risente il 26, ma ricordatevi che il 18 compio gli anni (in contumacia) e chi non mi fa gli auguri è un caccolone.