Non so se ve lo avevo detto, ma a gennaio Bibliofra ha riempito la sua bella valigia di cartone, ha preso un aereo ed è volato via. A Londra, per la precisione. E non è più tornato.
Ora fa il cameriere, come nella migliore tradizione dell'emigrato, in un ristorante italiano dove servono lasannia e maccaronni e dove, a quanto pare, l'unico italiano è lui.
Stamattina Bibliopiccola ha preso anche lei un aereo (e venti gocce di Lexotan, conoscendo il suo timore per il volo) ed è andata a trovarlo.
A parte che spero che torni, almeno lei, perché lunedì dobbiamo andare al salone del libro, approfitto spudoratamente di questo spazio per salutarli entrambi e mandare loro tanti bacetti attraverso la Manica (che tanto a maggio è corta, arrivano in fretta, ahah).
Bibliopiccola, ricordati di dare a quello scellerato un calcio bello forte nelle palle, noi sappiamo perché.
Per l'occasione ho invitato qui il mio amico Leonard Cohen che ha deciso di dedicare loro The Stranger e, come potete vedere, alla fine si è commosso da solo.
Ci sono momenti in cui non succede nulla: ho un sacco di tempo libero, anzi, morto, e su quel cadavere sto seduta e aspetto, aspetto cosa?, aspetto che succeda qualcosa. In quel pensoso lasso di tempo potrei aggiornare il blog ma, vedi un po' la vita, se non succede nulla non ho nulla di interessante da scrivere, e così non scrivo.
Poi ci sono momenti molto pieni, in cui la vita in 3d prende il sopravvento sui blog e sui forum e su tutte queste robe impalpabili con la sua fisicità elementare, in cui succedono cose una dietro l'altra, magari irrilevanti, ma tante, e riempiono il tempo e la testa, e sarebbe materia da post, ma chi c'ha il tempo?
Quindi ho partorito un pensiero: il blog lo aggiorni solo quando non hai abbastanza materiale per fare un post.
Vabbe', sono brilla.
Le ultime due settimane stanno andando via belle piene, tipo un uovo: ho un sacco di cose da fare e non mi resta il tempo per cazzeggiare al pc. A parte al lavoro, intendo. Voi mi dite: si, ok, ma che lavoro fai? Un lavoro palloso, che vi devo dire. La documentalista. "E che è 'sta documentalista?", dite voi. Boh, così c'è sul contratto e mi fido, fatto sta che al lavoro siamo tutte bibliotecarie ma non c'è un libro che è uno: c'è internet, e dei documenti, e noi che aggiorniamo i documenti ravanando su internet e telefonando in giro. Lavoro sola in una stanzina afosa, che condivido raramente con un tizio che a) è a tempo indeterminato e non fa nulla e si lamenta e b) rompe le balle e c) fuma in ufficio, e poi la gente entra e mi dice "ma che puzza di fumo" e io penso che pensino che sono io a fumare di nascosto ma non lo dico perché non voglio fare la spia anche se tutti sanno che è lui. E comunque fa un lavoro diverso dal mio, quindi non c'è dialogo su nulla, nonostante abbia il calendario del Che sulla scrivania. Ho provato a buttarla sulla politica dicendo "Bella merda 'ste elezioni" e mi ha risposto "E perché? almeno torniamo a essere extraparlamentari come ai bei tempi": ora, a parte che io ai bei tempi avevo circa un anno, mi sembra una risposta idiota.
Dicevo, a parte il lavoro ho fatto un sacco di cose:
- sono stata alle Ex-Fonderie Limone a vedere Travaglio con le ex-colleghe e il Comansardante. Travaglio è un vero show-man: prima balla un tango da solo, poi un tip-tap, poi canta un paio di canzoni di Frank Sinatra e infine strep-tease integrale e roteamento del bigolo. No, scherzo. Tre ore di spettacolo e non sentirle: Travaglio per tre ore parla, racconta, neanche spiega, si limita a dire, e per tre ore il pubblico lì, appeso, senza neanche sentire le formiche al culo, tutti a sentirsi (sentirci) raccontare la storia degli ultimi vent'anni, da Mani Pulite e Craxi a Berlusconi e Mangano e Dell'Utri, a oggi, tutti a applaudire, tutti a ridere in certi momenti, per certe storie, perché certa gente avrà anche il potere di vita e di morte su di noi ma è ridicola, il re è nudo, e esco da teatro che sono incazzata e esaltata insieme, e se mi dessero una bomba in mano partirei per andare a metterla, e credo che sia anche giusto così.
Gossip: CollegaPiccola (che ovviamente c'era) ha incontrato Travaglio e gli ha chiesto l'autografo ed era tutta rossa, più rossa dei suoi capelli rossi che le invidio tanto, e poi, dopo, in pizzeria, minimizzava. Eheh.
- Sono stata a vari appuntamenti mondani con le Ex-Colleghe, tutti organizzati in onore di CollegaPiccola che tornava a Torino per una settimana.
- Sono stata a ***, in biblioteca. Ho abbracciato forte forte Berrettino, ma lui è un dodicenne stronzetto e ha fatto finta che non gli importasse nulla. Io però lo so che era felice di vedermi, ce lo aveva scritto negli occhi.
- Sono stata a vedere Grillo il 25 aprile. Ora, io su Grillo non so bene come pensarla, da una parte quando parla dico "Oh, ma c'ha ragione", dall'altra penso che ci marci e se ne approfitti. Diciamo che sto in mezzo: penso di poterne ricavare dei begli spunti di riflessione ma non lo tratto come un guru. Comunque, il 25 aprile ero in piazza e lui pure e quindi sono stata lì ad ascoltarlo. L'altra piazza, quella ufficiale del 25, era vuota, per cui non avevo neanche scelta, e poi CollegaPiccola mi tirava per il braccio, perché c'era Travaglio. Pure lì? Eh. Che poi se non ci fosse stato lui non so mica se ci andavo, ma di Travaglio mi fido più che di Grillo. Poi sono andata a firmare per i referendum, un'ora di coda per tre firme, ma 'ste firme valgono o non valgono? Dice Grillo che le raccoglie adesso ma le consegna a luglio, io ho riletto l'articolo di legge che riguarda i referendum ma sono un po' capra e non ho ancora capito se a luglio avranno valore o no. Anzi, se qualcuno me lo spiega lo ringrazio.
- Sono andata variamente in giro a farmi i fatti miei.
- Sono andata, oggi, alla sfilata del primo maggio come molti altri primi maggi. Ho comprato una coccardina rossa ma l'ho persa. Non ho comprato molti libri che molti bellissimi ragazzi africani mi proponevano di acquistare, ma a mia discolpa posso dire di averne comprati tanti in passato e oggi ero un po' senza soldi. Sfilata tranquilla, c'era anche il sole. Non sapendo con chi stare stavolta sono stata a lato, camminando avanti e indietro lungo il percorso. Poi era l'una e avevamo fame (il Comansardante, Bibliotopa, Minchiabbiblio, io e altri che non conoscete) e siamo andati nella trattoria più economica di Torino, abbiamo bevuto un sacco di vino e poi siamo stati un po' al sole al Valentino.
Basta, ho finito gli aggiornamenti. Immagino che ormai abbiate smesso di leggere da un pezzo, vero?
Stanotte il piccolo Harold, bastarda palla di pelo senza coglioni, ha sboccato, due volte. L'ho sentito distintamente e ho immaginato che fosse sotto il letto - o sul mio cuscino, magari; ma al momento non me ne importava nulla e ho ripreso a dormire.
Stamattina ho ricordato quei suoni inquietanti e sono scesa con circospezione dal mio caldo giaciglio. La nostra camera da letto è molto piccola e il letto la occupa praticamente per intero. Mentre lo circumnavigavo verso la porta camminavo sulle punte, quatta quatta, cercando di individuare i vomitini. Nulla.
Per terra abbiamo il linoleum. C'era già al nostro arrivo ed è veramente brutto: grigio a macchiette gialline, sembra il pavimento di un garage dopo che qualcuno ha dato il bianco ai muri. Quando cade qualcosa per terra si mimetizza immediatamente, crocchette semidigerite e palle di pelo incluse. Ci sono voluti dieci minuti buoni di analisi circostanziata del pavimento, a quattro zampe, gli occhi cisposi e semichiusi, per trovare almeno uno dei corpi del reato: eccolo, sotto il letto, esattamente al centro, dove solo la polvere osa arrivare e giammai braccio umano si spinse. Ma porcamerdadiunavacca, dico soavemente mentre prendo la carta igienica e il disinfettante in bagno.
Mi inginocchio e mi protendo verso la poltiglia. Remigo con la sinistra mentre, ventre a terra, striscio verso la meta.
E, proprio mentre non lo stavo cercando, lo trovo: il secondo vomito è lì, quasi quasi ancora tiepido, dolcemente vischioso, sotto la mia mano. Serendipity, la chiamano gli anglofoni.
Ma loro sono molto più fini di me.
Stanotte in chat con Cravan e Pois stiamo guardando una serie di video schifosi, a base di cacca, cavalli e uccelli mutilati. Ma il peggiore resta lui:
Oggi il tempo è proprio primaverile: fin dal mattino il cielo è stato grigio, nel primo pomeriggio si è messo a piovere seriamente, verso le sei sembrava una giornata da cani di novembre. Pioggia torrenziale e vento gelido e freddo porco.
E il tram non arrivava, e tutte le macchine giocavano a chi schizza più passanti in un colpo solo.
Ma io sono un'ottimista. Frustrata e sadica, ma ottimista: mi sentivo meglio a vedere quelli che, sprovvisti di finestra ma non di calendario, avevano letto 18 aprile ed erano usciti tutti primaverili, col giubbotto leggero, la gonnellina fru-fru, le scarpe aperte, i pantaloni di tela e niente ombrello, e ora gelavano e imprecavano bagnati fradici.
Io la finestra ce l'ho e credo al vecchio adagio piove governo ladro: visto il cielo e visti i risultati delle elezioni sono uscita con maglione cappotto e anfibi e ombrello, soprattutto ombrello.
Mi permetto di linkare l'ultimo post di Leonardo, spero non se ne avrà a male. Come sempre riesce a essere lucido, profondo, a farmi riflettere e persino a farmi ridere, anche se in tutto questo non c'è niente di divertente.
Non è successo niente di eclatante, nessun elettore ha mangiato la scheda per protesta, nessuno ha fatto foto, nessuno è morto nel seggio nonostante l'età media degli elettori giocasse a favore dell'ultima eventualità.
Uno si è lamentato perché le liste della sezione sono divise in uomini e donne e non si può votare con la biro, una vecchietta ha piegato insieme le due schede e sosteneva che gliene avevamo data solo una e siamo stati costretti a ripescarle dall'urna e rispedirla in cabina a votare anche l'altra.
Sarà sempre per la questione anagrafica, ma ho notato che per la maggioranza delle persone era molto difficile capire con l'intuito il concetto scheda rosa in urna rosa - scheda gialla in urna gialla, e quasi tutti cercavano di imbucarle entrambe nella stessa o chiedevano "Fa lo stesso qui o lì?" o ancora meglio "E adesso dove le infilo?". E non erano al primo voto, eh? Con tutti i timbri che avevano sulla tessera al supermercato avrebbero vinto una pirofila.
Il reparto scrutatori puzzava di destra fin dal primo minuto, e soprattutto una, bionda grassa e molto Mussolini(Alessandra)-style, feteva più degli altri. Difatti mi ha regalato questa perla: parlando con rappresentante di quella lista di merda che neanche nomino ha affermato che a) vorrebbe taaanto conoscere Fini, b) e anche la Santanchè, una donna cooosì determinata [l'opinione di Pois e mia sulla Santanchè: una che gli apri la testa e ci trovi merda, poi altra merda, poi un chip] e c) "Fini è un grande politico e Berlusconi un grande imprenditore, insieme formano una squadra vincente".
La vacca bionda c'è rimasta come la testa della Santanché (di merda) quando al seggio ha trionfato il PD.
In biblioteca, per Halloween, avevamo accarezzato l'idea di fare un laboratorio di origami, in cui insegnavamo ai deliziosi virgulti come trasformare la carta in zucche, pipistrelli e caccole di mostro. La cosa era finita in nulla quando ci eravamo scoperte incapaci di fare cose più complesse che gli aeroplanini di carta, o le migliori la barchetta. Nemmeno i tutorial di internet e i libri sul tema erano serviti, le nostre zucche continuavano a sembrare cubi storti e i pipistrelli farfalle schiacciate da un camion.
Ah, avessimo avuto questo video! Sai la soddisfazione per i giovani utenti? "E adesso vi insegnamo a fare i cazzetti di carta!"